Reggio Calabria, 18 lug. (Adnkronos) - "Fa comodo minimizzare la 'ndrangheta". Cosi' il pm Giovanni Musaro' ha aperto le diverse giornate che saranno riservate alla requisitoria al processo Crimine che si celebra in Corte d'appello a Reggio Calabria per le posizioni definite con il rito abbreviato in primo grado. Il magistrato della Dda reggina e' applicato al processo di secondo grado insieme al collega Antonio De Bernardo, in affiancamento all'avvocato generale Franco Scuderi. Musaro' ha parlato di una strategia ordita "per assestare un duro colpo all'indagine" con una fuga di notizie di cui si e' reso responsabile la talpa Giovanni Zumbo, controverso personaggio oggi in carcere che fu pizzicato a casa del boss di San Luca, Giuseppe Pelle, mentre riferiva particolari inquietanti sulle indagini in corso sia a Reggio Calabria che a Milano. Il pm ha attribuito le responsabilita' sulle fughe di notizie ai servizi segreti deviati per indebolire l'indagine e favorire "quel mondo di relazioni che strizza l'occhio alla 'ndrangheta". La Dda reggina punta a dimostrare l'unitarieta' della 'ndrangheta e l'esistenza di un organismo verticistico chiamato provincia che prende decisioni e regola dalla Calabria tutto cio' che accade nei locali di 'ndrangheta distaccati in tutto il mondo. Anche se a vent'anni di distanza, il riconoscimento con una sentenza dell'unitarieta' dell'organizzazione criminale sarebbe "il passo decisivo" che consentirebbe ai magistrati reggini di assestare un duro colpo al crimine proprio "come avvenne per la mafia nel 1992 quando passo' in giudicato il maxi processo a Cosa nostra. Non senza avere pagato un prezzo altissimo, con l'omicidio del giudice Antonino Scopelliti e le stragi siciliane".




