(Adnkronos) - Per il legale dei due stilisti, Massimo Dinoia, questo processo rimane "paradossale", come gia' sostenuto nella scorsa arringa. Ai due imputati viene contestato il fatto di aver ceduto marchi alla Gado - societa' di diritto lussemburghese attraverso cui si sarebbe evaso il fisco - a un prezzo stracciato, incassando 360 milioni e su cui "avrebbero dovuto pagare il doppio di tasse". Invece, aver versato solo 162 mln, cioe' solo il 45%, per i pm "e' evadere le tasse. E' paradossale". L'accusa, nel corso della requisitoria dello scorso 29 maggio, aveva chiesto per i due stilisti una condanna a due anni e 6 mesi di reclusione. Al processo, devono rispondere delle stesse accuse altre cinque persone: il commercialista Luciano Patelli, Cristina Ruella, ex amministratrice della Gado, Giuseppe Minori, ex amministratore della D&G srl e Alfonso Dolce, fratello di Domenico. Per l'imputata Noella Antoine, e' stata chiesta dalla Procura la piena assoluzione. Dopo Dinoia, le controrepliche sono state affidate a Fortunato Taglioretti e ai difensori degli altri imputati, Armando Simbari e Giuseppe Bana. Il processo, si precisa, vede coinvolti gli stilisti ma non la societa' D&G.



