(Adnkronos) - Proprio il rischio d'inquinamento delle prove raccolte, riguardo alle funzioni svolte dal maresciallo presso la Capitaneria di Porto e la possibilita' che questi reiterasse il reato di corruzione ha fatto scattare la misura cautelare disposta dal Gip del Tribunale di Lucca. Le somme di denaro, e' stato accertato dagli investigatori, venivano elargite da armatori e comandanti di imbarcazioni e il nostromo La Rosa ha ricevuto in alcuni casi una vera e propria paga mensile. A volte egli stesso - come risulta dagli atti dell'inchiesta - richiedeva direttamente agli interessati l'esborso del denaro qualora non vi avessero provveduto i suoi correi, con cui egli singolarmente e con ciascuno di essi aveva stretto gli illeciti accordi, e quest'ultimi, godendo del particolare appoggio da parte del rappresentante istituzionale, riuscivano ad ottenere pagamenti certi, addirittura superiori ai prezzi ordinariamente praticati presso le banchine regolarmente autorizzate per l'ormeggio a pagamento. Gran parte degli armatori e dei comandanti d'imbarcazioni non conoscendo l'esatta destinazione urbanistica degli specchi acquei, ignari dell'esistenza di approdi turistici ad ormeggio gratuito, hanno esborsato inconsapevolmente i denari richiesti, ritenendoli dovuti, anche per il particolare affidamento che essi riponevano nel sottufficiale che era sempre presente e vigile in tali aree. Le indagini, che si sono allargate a vari settori dell'attivita' portuale di Viareggio, sono tuttora in corso, mentre il sottufficiale arrestato e' stato accompagnato presso la propria abitazione di Viareggio a disposizione dell'autorita' giudiziaria che nei prossimi giorni procederà al suo interrogatorio.



