Roma, 19 dic. (Adnkronos) - "Di fronte a situazioni come quelle che si sono determinate a Lampedusa, dove è evidente che le strutture esistenti non sono assolutamente sufficienti a rispondere ad un fenomeno che ha ormai assunto le dimensioni di un'emergenza umanitaria, è giusto che i cooperatori si interroghino sull'opportunità di proseguire la loro attività di assistenza a migranti e profughi se non si determina, nell'immediato, un cambiamento profondo nella politica di accoglienza e di integrazione. Senza dimenticare la necessità, indicata anche dal Viceministro dell'Interno Bubbico, di modificare le procedure per l'affidamento dei servizi nei centri, superando, in particolare, il ricorso al metodo del massimo ribasso". Lo sottolinea in una nota il Presidente di Legacoop, Giuliano Poletti. "Per questo -rileva Poletti- invitiamo tutti i cooperatori che operano in questo tipo di strutture a denunciare con forza situazioni che impediscono un adeguato svolgimento della loro attività e ad interromperla quando ci sia anche solo il rischio di ledere la dignità umana, sia quella dei migranti sia quella degli stessi operatori, uno dei valori che le cooperative pongono da sempre alla base della loro missione". Le immagini dei migranti sottoposti ad un trattamento sanitario nel centro di accoglienza di Lampedusa, trasmesse nei giorni scorsi dal Tg2, "hanno mostrato fatti che non ammettono giustificazioni e che sono inammissibili sotto il profilo del rispetto della dignità umana, soprattutto quando si tratta di persone che vivono una condizione di estremo disagio e di difficoltà". (segue)




