(Adnkronos) - Il sistema fraudolento era collaudato e in atto da alcuni anni: quando le imprese erano ormai prossime al collasso, la parte sana veniva fatta confluire in nuove società, attraverso la cessione del ramo d'azienda (prevalentemente crediti e pacchetto clienti). Il "core business" proseguiva, così, senza soluzione di continuità, attraverso una ragnatela di nuovi soggetti giuridici con denominazioni simili. In capo alle vecchie compagini sociali, portate al fallimento o trasferite solo "sulla carta", restavano i debiti tributari, mai onorati. Il 26 luglio 2012 erano state eseguite un centinaio di perquisizioni in tutta Italia nelle sedi di 14 società, tutte operanti nel settore della vigilanza, nonché presso i domicili degli indagati; il 25 settembre scorso, invece, erano state eseguite 10 ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei principali artefici dell'associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di reati tributari e fallimentari: E. M., R. D. P., F. C. e P. G., operanti nelle società piemontesi; S. R., R. L., S. D. e A. P., responsabili delle aziende di Roma; il commercialista A. S. e l'avvocato L. Q. di Bari. Questa mattina, nei confronti di 8 di loro, sono scattati i sequestri di beni e disponibilità, in modo da assicurarne la successiva confisca, in caso di condanna definitiva, in relazione all'omesso versamento di Iva e di imposte sui redditi per un importo complessivo superiore a 22 milioni di euro.




