Bologna, 20 dic. - (Adnkronos) - L'Emilia Romagna si conferma una terra ambita dalle cosche che sono alla conquista di tutto il Nord non tramite azioni eclatanti ma attraverso l'infiltrazione silenziosa nel tessuto produttivo. Usura, estorsioni, acquisizioni di impresa in difficoltà, inserimento negli appalti e nel tessuto sociale con l'esplosione del gioco d'azzardo e dei compro oro. Questi i campi d'azione privilegiati. Il tutto nell'ambito di un boom del riciclaggio di denaro sporco, campo nel quale l'Emilia Romagna è salita al quarto posto dopo Lombardia, Lazio e Campania, per numero di segnalazioni di operazioni sospette. Non a caso, questo sono state 5.192 in un anno, passando dalle 986 del 2008 al dato quintuplicato del 2012. Ma a spaventare è in particolare la cosidetta 'altra 'Ndrangheta', un gruppo di soggetti criminali, a volte affiliati ma non sempre, che risultano godere di "un largo margine di autonomia" rispetto ai vertici criminali. Cellule comunque obbligate alla "rendicontazione dei risultati economici delle proprie imprese illegali". E' il quadro che emerge dal Dossier 2013 'Mosaico di mafie e antimafie. I numeri del radicamento in Emilia Romagna', presentato dalla Fondazione Libera Informazione in collaborazione con l'Assemblea legislativa regionale. (segue)



