Venezia, 8 lug. (Adnkronos) - "Quanto Unioncamere ha fotografato nel suo ultimo studio sullo stato di salute delle imprese italiane conferma quanto vado ripetendo da mesi. Non soltanto il Veneto si colloca ai primi posti nazionali per l'aumento dei fallimenti (ben l'11,5% per cento in piu' rispetto al 2012), ma la crisi e' aggravata sia dall'impossibilita' di immettere liquidita' nel sistema per il sequestro dei soldi dei veneti che il governo ha effettuato, sia per l'utilizzo ormai criminale del concordato preventivo". E' il commento del Presidente del Veneto, Luca Zaia, alle anticipazioni su uno studio di Unioncamere che parla di un andamento di 35 fallimenti al giorno, tre ogni due ore. Effetto non soltanto di una crisi dei consumi e di un aumento dei costi della produzione, ma anche - dice Unioncamere - di un meccanismo che vede le imprese morire per crediti non riscossi da altre aziende e dell'utilizzo spregiudicato del concordato, il ricorso al quale e' salito del 67,7 per cento. "E' vero che la Pubblica amministrazione onora tardi e male i suoi debiti, ma e' altrettanto vero che quanto lamentano con me tanti imprenditori e' reale: con la scusa della crisi, imprenditori senza scrupoli non onorano piu' i debiti verso altri imprenditori - riprende Zaia - A questo si aggiunga il ricorso selvaggio al concordato preventivo che da istituto creato per trovare un accordo in momento di difficolta' si e' trasformato in una occasione di business. Si apre una attivita', si contraggono debiti con artigiani e fornitori, poi con la scusa delle crisi si comunica che non si e' in grado di pagare piu' del 10-15 per cento di quanto pattuito. E in un momento di crisi molti accettano. Insomma, qui c'e' chi non paga il conto. O, per meglio dire, il conto lo pagano sempre i soliti onesti".(segue)




