Roma, 9 lug. (Adnkronos) - "I periodici e recenti casi di tubercolosi che si sono manifestati nelle carceri, da ultimo a Genova Marassi lo scorso fine di giugno, ripropongono con forza la necessita' da parte dell'Amministrazione di avviare una indagine epidemiologica, con l'ausilio delle Asl di riferimento, a largo spettro sull'intera popolazione detenuta, rispetto a patologie contagiose che si ritenevano debellate, nonche' di mettere in atto adeguate misure di prevenzione e di contrasto a salvaguardia dei personale operante". A sostenerlo e' Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sappe, che ha inviato una nota urgente al Guardasigilli, Annamaria Cancellieri, e ai vertici dell'Amministrazione penitenziaria in relazione a quanto avvenuto nel carcere di Genova. "Ma l'Amministrazione penitenziaria regionale della Liguria -prosegue il Sappe- avrebbe dovuto gia' da tempo predisporre, attraverso il Nucleo territoriale per il servizio di vigilanza sull'igiene e sicurezza dell'Amministrazione, appositi momenti di formazione e aggiornamento professionale per i poliziotti che lavorano nella prima linea delle sezioni detentive". Il Sappe critica l'assenza di un "programma di prevenzione che preveda momenti formativi e informativi sui rischi di contagio, affinche' si evitino ingiustificati allarmismi, con la sottoposizione periodica degli operatori penitenziari a vaccinazioni, la dotazione degli istituti di kit di protezione ai rischi biologici da utilizzare nei casi di possibile trasmissione". "La necessita' di uno screening su scala nazionale -conclude il Sappe- risulta quanto piu' utile ed opportuno in considerazione dell'alto tasso di detenuti stranieri provenienti da Paesi ove patologie, che in Italia sono state da tempo debellate, sono assai radicate e diffuse, anche in considerazione che il sovraffollamento favorisce la possibilita' di contagio".




