(Adnkronos/Cinematografo.it) - Il documentario ripercorre le loro intense carriere attraverso interviste ai genitori e agli allenatori, filmati di repertorio e pedinamenti nella loro realta' quotidiana, cercando di (far) rivivere un sogno che non si e' avverato. Per qualcuno il risveglio e' stato graduale, per altri e' stato uno shock: ciascuno dei ragazzi racconta cosa vuol dire confrontarsi con la realta'. Interviste, filmati di repertorio e vite quotidiane raccontano tre storie di vita fatte di gioie, paure, speranze e bellissime ferite ancora aperte. Il documentario mostra un lato nascosto del calcio per parlare delle aspettative e dei sogni che ci tengono vivi. Perche', come sostenne Albert Camus: "Il calcio non e' una questione di vita o di morte. E' molto di piu"'. "Non so perche' ho deciso di fare questo film - spiega Paolo Geremei - ma so quando e' iniziato tutto: un giorno di ottobre di due anni fa, passando davanti ad un negozio a Roma e riconoscendo Andrea alla cassa. Nel quartiere lo conoscevo di vista (e di fama) da anni. Dopo una lunghissima mezz'ora immobile, ho chiamato un amico comune e mi sono fatto dare il suo numero; dopo tre giorni l'ho chiamato: 'Sono curioso di sapere la tua storia: me la racconti?'. I mesi seguenti ho incontrato almeno altri dieci ragazzi che hanno giocato nelle Giovanili di grandi squadre ma per nessuno ho provato grande interesse o empatia. Un giorno, un conoscente mi ha detto: 'Se vuoi raccontare queste storie, devi sentire Caterini'". "Poi -prosegue Geremei- mi sono ricordato che a Trastevere c'era un ragazzo che anni prima divideva la maglia numero 10 con Totti e che il capitano lo andava spesso a trovare a casa: tale Daniele Rossi. Non posso dire che sia stato semplice convincere i ragazzi a superare le diffidenze verso uno strano regista, abbastanza simpatico ma forse troppo curioso. Qualcosa pero' e' successo, per far dire a uno di loro, settimane dopo: 'Magari torno per qualche ora sotto i riflettori. C'ero abituato ai riflettori, ci sono stato per anni, all'improvviso si sono spenti. Quando iniziamo?'". (segue)




