Davanti alla direzione Pd del Nazareno pioggia di osanna per i fedelissimi di Matteo Renzi, e fischi e urla verso i suoi critici. Ne ha fatto le spese Francesco Boccia, inseguito da "A casa, a casa", e vari "Fuori!, Fuori!". Toni e grida grosse da parte dei pasdaran di Matteo, che a sorpresa visto da vicino non sono proprio giovanissimi. Tanto è che quello che sembra il capo, il più infervorato, ha la tessera (la prima ovviamente del pci) da più di 60 anni, e di primavere ne conta già 76. Avvicinato dal cronista si calma un po' e racconta la sua storia: prese la tessera perché nelle sezioni pci si ballava gratis. Poi si è innamorato della politica perché lo ha aiutato a combattere il job act dei suoi tempi: la padrona che lo pagava per 8 ore, e lui che di ore ne faceva 12. Bei ricordi, quando Armando Cossutta spiegava ai militanti che in Urss la vita era una pacchia e tutti erano un po' ricchi, altro che in Italia. E quei commoventi litigi in sezione in cui ci si tirava addosso le sedie e poi arrivava la scissione? Sorpresa finale fra i pasdaran di Matteo: rimpiangono la prima Repubblica, quando si cambiava ogni sei mesi governo, ma l'Italia era la quinta potenza economica mondiale e tutti stavano meglio di ora... Come facciano a tifare Renzi, lo sanno solo loro. Franco Bechis @FrancoBechis



