Roma, 12 lug. (Adnkronos) - Far ballare senza avere le autorizzazioni previste per legge significa innanzitutto mettere a rischio la salute di chi partecipa agli eventi e significa anche sottrarre circa un miliardo di euro al circuito economico legale. Il suo valore e' pari a quello generato dalle strutture che consentono lo stesso tipo di offerta, ma con tutte le carte in regola. Non si tratta di poco visto che tutto l'intrattenimento, compreso cioe' anche quello non danzante, genera un valore pari a 7,5 miliardi di euro. E' quanto risulta da un'analisi del centro studi Fipe-Confcommercio realizzata per il Silb, l'associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo aderente alla stessa federazione pubblici esercizi, e presentata a Ipm, la quattro giorni di eventi e incontri fra promoter del mondo della musica in corso in questi giorni a Roma. Lo scenario descritto nel convegno Silb, e' servito a fare un punto sulla situazione anche in relazione a quanto avviene in altri paesi europei, come Spagna e Francia. Il fenomeno delle discoteche mascherate da circoli ricreativi, sportivi o culturali e' conosciuto a molti cittadini come esperienza vissuta, ma scarsamente registrato a livello numerico. Eppure dalla ricerca risulta chiaramente che nel 43,6% dei casi la tessera associativa fatta firmare al cliente al momento dell'ingresso in realta' e' utilizzata prevalentemente per vedere amici e bere qualcosa. Non meno rilevante e' il dato che riguarda l'ascolto della musica e il ballo, finalita' vera per cui si sottoscrive la tessera associativa nel 13,5% dei casi. D'altra parte, la rete dei luoghi non convenzionali, fra associazioni sociali e culturali e' di circa 20.000 unita' a cui vanno aggiunti altri 14.000 tipologie di circoli sportivi fra palestre, spa, centri, piscine e quant'altro. Si tratta - come spiegato nella ricerca - di potenziali luoghi di offerta di intrattenimento accompagnata da somministrazione di alimenti e bevande. Spesso e' difficile intervenire anche se le iniziative contro l'abusivismo sono aumentate in maniera notevole, passando dalle 10 del 2010 alle 97 dell'anno successivo per arrivare alle 147 del 2012 e 56 in questa prima parte del 2013. La provincia piu' responsabile nel denunciare questa forma di illegalita' e' stata sicuramente quella di Parma con 31 segnalazioni effettuate dal Silb, seguita di misura da Lecce e Brescia con 20 denunce. (segue)




