Citta' del Vaticano, 5 giu. - (Adnkronos) - Lamentarsi davanti a Dio non e' peccato. Lo sottolinea Papa Francesco nella quotidiana messa a S. Marta. Il Pontefice ricorda che lamentarsi per le proprie sofferenze davanti a Dio "e' una preghiera del cuore che arriva al Signore". In particolare, nell'omelia Papa Bergoglio ha lamentato che quando parliamo di persone "che vivono casi limite, bambini denutriti, profughi, malati terminali" non devono essere trattati alla stregua di "statistiche". "I Sadducei -ricorda Bergoglio riferendo un passo del Vangelo in cui viene presentato a Gesu' il caso limite di una donna vedova di 7 uomini- parlavano di questa donna come se fosse un laboratorio, tutto asettico, tutto... Era un caso di morale. Noi, quando pensiamo a questa gente che soffre tanto, pensiamo come se fosse un caso di morale, pure idee, 'ma in questo caso, questo caso', o pensiamo con il nostro cuore, con la nostra carne, anche? A me non fa piacere quando si parla di queste situazioni in maniera tanto accademica e non umana, alle volte con le statistiche, ma soltanto li'. Nella Chiesa ci sono tante persone in questa situazione". Alla messa nella cappella di S. Marta, come riferisce la Radio Vaticana erano presenti alcuni membri della congregazione del Culto Divino e della Biblioteca Apostolica Vaticana.



