(Adnkronos) - Una vicenda complicata: e' il 18 febbraio 2010 quando Marina, dopo aver portata la bimba piu' piccola all'asilo, svanisce nel nulla. A un ambulante che lavora al mercato al banco vicino a quello della famiglia Bellorio viene consegnata una lettera per la famiglia firmata da Marina con dentro le chiavi della macchina e le tessere sanitarie dei figli in cui la donna dice di essere fuggita con un altro. Poi un sms al marito in cui gli chiede di andare lui a prendere il bambino a scuola perche' lei se n'e' andata. E' lui a ritrovare la sua auto in serata, abbandonata vicino al campo sportivo di Villarbasse. Per otto mesi il silenzio, i famigliari della donna appendono manifesti con la sua foto per le strade della cittadina alle porte di Torino, senza risultati. All'inizio forse si crede alla fuga volontaria ma poi la procura di Pinerolo inizia ad approfondire il caso in cui ci sono troppe circostanze misteriose. Fino a quando a inizio novembre i carabinieri non fermano la Crivellari insieme a Chiappetta e Pasqualino e arrivano alla villetta di Sant'Ambrogio. Sotto uno strato di cemento, vicino alla porta del garage, in una fossa di mezzo metro trovano il corpo di Marina. Dopo un lungo interrogatorio la Crivellari crolla, ammettendo l'omicidio. Per due anni era stata l'amante di Giacomo Bellorio ma poi lui aveva troncato la relazione e lei secondo gli investigatori non l'aveva mai accettato e aveva iniziato a seguire e perseguitare la donna che considerava un ostacolo. (segue)



