Roma, 19 nov. (Adnkronos) - 'Sei amico del petrolio e del carbone?'. Con questa domanda gli attivisti di Greenpeace sono entrati in azione nella notte a Roma affiggendo manifesti con il volto di alcuni leader politici del Paese (Bersani, Alfano, Renzi, Casini, Fini). I manifesti rimandano alla nuova campagna di Greenpeace, www.IoNonViVoto.org, lanciata oggi con il sito: l'associazione ambientalista promuove una piattaforma online attraverso la quale tutti i cittadini che credono in un futuro di energia pulita, distante dall'inquinamento e dai disastri di carbone e petrolio, possono mandare un messaggio chiaro a chi si candida a governare il Paese. Aderendo alla nostra petizione on line, spiega Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace, "si manda un messaggio diretto: il mio voto non è disponibile a chi vuole fare dell'Italia un nuovo Texas petrolifero, a chi consente la costruzione di nuove centrali a carbone, a chi frena la crescita delle energie rinnovabili e con essa l'occupazione e l'economia". Carbone e petrolio, spiega Greenpeace, distruggono il clima, inquinano, generano pochissima occupazione e causano molti danni che le aziende energetiche non compensano mai. "Abbiamo inviato un questionario molto preciso a tutti i leader politici nazionali su queste questioni. Al momento hanno risposto in pochi. La politica nel suo complesso - conclude Boraschi - anche quando chiede il voto ai cittadini, rimane sorda e distante". "Ci sono tutte le condizioni perché l'Italia, come la Germania, si ponga l'obiettivo di raggiungere il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili al 2050. Intanto è necessario puntare di più su politiche di efficienza e risparmio energetico, sull'innovazione, la ricerca e la qualità che sono alla base della green economy. Sulla fonte di energia più rinnovabile e pulita che c'è: l'intelligenza umana". Lo afferma Ermete Realacci, responsabile Green economy del Pd, commentando i manifesti e la campagna 'Sei amico del petrolio e del carbone? www.iononvivoto.org'.




