(Adnkronos) - Secondo gli investigatori determinanti e cruciali sarebbero risultate le intercettazioni ambientali condotte dalle Fiamme gialle del Gico che avrebbero svelato l'esistenza di numerosi incontri in cui venivano discussi gli aspetti piu' riservati della vita del clan, nonche' i pagamenti di tangenti e rendiconti sulle gestioni delle imprese. E' stato possibile in tal modo captare in diretta conversazioni dal tenore definito "inequivocabile" dagli investigatori e attestanti lo specifico coinvolgimento del capoclan Feliciano Mallardo e del genero Mauro Moraca, del nipote carlo Antonio D'Alterio e di due importanti affiliati all'organizzazione criminale Silvio Diana e Giuliano Amicone in due diverse vicende estorsive poste in essere nei confronti di due imprenditori edili giuglianesi. Nel corso dell'indagine e' stata eseguita una attivita' di intercettazione telefonica mentre sono state preziose le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e le acquisizioni di carte presso edifici pubblici, esecuzione di accertamenti anagrafici, bancari e patrimoniali. "Chiarissimo al riguardo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che riferiscono della loro diretta partecipazione all'interno del clan Mallardo" spiegano gli investigatori. Numerose le perquisizioni eseguite dai militari del Gico, alcune delle quali anche presso gli uffici della Asl Napoli 2 Nord, sede di Giugliano in quanto sarebbe stata accertata l'infiltrazione del clan Mallardo attraverso personaggi referenti dello stesso clan della pubblica amministrazione che ha consentito lo sviluppo dell'espansione della cosca in diversi settori tra i quali quello degli appalti presso gli ospedali. Tra i beni sequestrati, 8 immobili, 3 terreni, un'auto, una moto, 5 rapporti finanziari, quote societarie, beni strumentali, rapporti finanziari e beni immobili nella misura del 35% di un'azienda con sede legale a Giugliano.




