Roma, 10 lug. - (Adnkronos) - "Voglio fare chiarezza sull'incredibile vicenda". A parlare e' Dario Napolitano, l'infermiere di 41 anni arrestato a Disney World il 30 giugno scorso con l'accusa di aver dato dei calcio in faccia al figlio di tre anni. Ora e' tornato a Napoli e di quella storia, in un'intervista alla 'Stampa', spiega: "Ero con mia moglie e i miei due figli, di 9 e 3 anni, dentro il gioco 'Messico' di Epcot. Mio figlio di 9 anni spingeva il passeggino, per errore ha messo il piede sul freno e il piccolo di tre anni e' caduto in avanti, sanguinando al volto. Mi sono arrabbiato -racconta l'uomo- e ho dato un calcio nel sedere al figlio di 9 anni, rimproverandolo molto anche perche' il piccolo, appena nato e' stato operato per un glaucoma congenito bilaterale". "Pochi attimi dopo -ricostruisce Napolitano- si e' avvicinato un turista americano con la birra in mano, ha iniziato a rimproverarmi", mentre "io stavo pulendo il volto insanguinato del piccolo. Immagino sia stato lui a chiamare gli agenti". Quindi l'interrogatorio, davanti a uno "sceriffo di una crudelta' disumana", che "ci ha tenuto nella conference room di 'Messico', "per quasi quattro ore, ha interrogato me e mia moglie separatamente, ha scattatao delle foto al piccolo, ha ascoltato i dipendenti di Epcot e quindi mi ha separato da mia moglie e mi ha ammanettato". "I miei figli gridavano, piangevano -racconta ancora l'uomo- un trauma. E' stato un incubo. Mi hanno fatto uscire da un'uscita secondaria e messo dentro un'auto della polizia, sotto il sole della Florida, dove sono rimasto per quasi sei ore". (segue)



