(Adnkronos) - Nella prima parte della mostra vengono presentate le serie di fotografie degli anni '50: 'Prime fotografie', 'Nudi', 'Mare', i 'Paesaggi' (che si sono poi riproposti lungo tutta la vita artistica di Giacomelli), Puglia', 'Gente dei campi', risalenti a quegli anni e quindi 'Lourdes' (1957) e 'Scanno'. Seguono quindi Mattatoio (1961), Io non ho mani che mi accarezzino il viso (1962-63), A Silvia (1964), La buona terra (1964-65), Verra' la morte e avra' i tuoi occhi, Motivo suggerito dal taglio dell'albero (1967-69), Caroline Branson (la serie realizzata tra il 1971 e il 1973), fino a Studenti (del 1977). Mario Giacomelli era il maggiore di tre fratelli e all'eta' di 9 anni perse il padre. Fu in quel periodo che incomincio' a dipingere e a scrivere poesie e la madre da parte sua trovo' lavoro come lavandaia presso la casa di riposo della citta' marchigiana, mentre lui a tredici anni inizio' a lavorare alla Tipografia Marchigiana, rimanendo affascinato dalle tante possibilita' di comporre parole e immagini offerte dalla stampa. Per tutta la vita lavoro' nella stessa Tipografia Marchigiana divenendone il proprietario e si dedico' alla fotografia soltanto nel tempo libero e tutti i giorni dopo cena, prima fotografando i dintorni di Senigallia, quindi stampando provini nei quali individuava il punto interessante e lo andava ad ingrandire e quindi stampava. Nel 1955 venne premiato a Castelfranco Veneto e a Spilimbergo e dopo che John Szarkowsky, il curatore del MoMA di New York acquisi' per il Museo nel 1963 la serie Scanno, Giacomelli acquisi' una enorme fama in Italia e all'estero. La mostra e' stata ospitata a Spilimbergo e all'International Centre of Graphic Arts (MGLC) di Ljublijana in occasione del Festival di Fotografia Photon.




