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Pirati: padre marittimo Savina Caylyn, mio figlio depresso, temo sindrome di Stoccolma (2)

domenica 16 settembre 2012
Pirati: padre marittimo Savina Caylyn, mio figlio depresso, temo sindrome di Stoccolma (2)

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(Adnkronos) - Da circa quattro mesi Gianmaria e' seguito da uno psichiatra, dopo un'iniziale diffidenza a sostenere le cure necessarie per un ragazzo che "ha sofferto molto e soffre ancora per quello che ha vissuto". Il referto parla di "disturbo post traumatico da stress" ma, spiega lo psichiatra che lo ha in cura, "questo disturbo dopo qualche mese puo' dare adito a sofferenze piu' complesse, un po' come e' capitato con molti reduci dalla guerra in Vietnam". A pagare le spese delle cure e' la famiglia perche', spiega Cesaro, "quando si oltrepassa il Canale di Suez l'armatore deve pagare un'assicurazione a parte. Non e' obbligatoria, ma non e' neanche obbligatorio che la nave debba transitare in quelle zone e comunque l'armatore ha il dovere di avvertire prima i marittimi. Questo non e' successo e il caso non viene riconosciuto dalla Cassa marittima perche' non previsto dall'assicurazione. E' una profonda ingiustizia che ferisce tutti noi". Eppure, racconta ancora Antonio, basterebbe poco per far sentire a Gianmaria "affetto e vicinanza": "Vorremmo ricevere una chiamata dall'armatore, sentirlo chiederci come stiamo noi e come sta nostro figlio. Invece nulla, neanche da parte delle autorita'. Quando tornarono a Roma non c'era nessuno ad aspettarli, contrariamente a quanto accaduto in altre occasioni quando rappresentanti del governo o anche il presidente del Consiglio hanno atteso in aeroporto gli italiani appena liberati. Non sono figli dell'Italia anche loro?".