Livorno, 11 ott. - (Adnkronos) - Il parco di Villa Fabbricotti si arricchisce di un' ulteriore testimonianza della cultura e dell'arte labronica: sabato 13 ottobre (ore 11) sara' inaugurato il busto dedicato a Mario Borgiotti (1906-1977), artista, mecenate e collezionista d'arte, fondatore del Premio Rotonda. L'opera in bronzo, realizzata dal pittore e scultore Massimo Lomi, rappresenta Mario Borgiotti con il suo basco come quando frequentava la Rotonda di Ardenza. Alla cerimonia di scoprimento del busto saranno presenti l'assessore alla cultura del Comune di Livorno Mario Tredici e la figlia dell'artista, Sira Borgiotti che ha donato il busto del padre all'Amministrazione comunale. Mario Borgiotti - Nasce a Livorno nel 1906 in una famiglia di portuali; a tredici anni e' gia' al lavoro nella bottega di un liutaio dove si appassiona alla musica ed inizia cosi' a studiare violino, ma purtroppo poco dopo e' costretto a cambiare lavoro per motivi di salute. Approda cosi' nel salone di Filocrate Falli, barbiere di grido e luogo di incontro della " intelligentia " labronica dell'epoca. Conosce e frequenta cosi' personaggi e artisti del calibro di Ulvi Liegi, Nomellini, Ghiglia e tutta la schiera dei postmacchiaioli, ed e' proprio nello studio di Ulvi Liegi che apprende i primi insegnamenti sulla pittura di Fattori, Lega e Signorini, fino a diventarne, di li a breve, uno dei massimi conoscitori, collezionisti e mercanti. Borgiotti rappresenta la figura di un autodidatta di impareggiabile talento e di una intelligenza vivace, dotato di un occhio straordinario che lo aiutera' anche nell'altra sua grande passione la pittura, che pratichera' anch'essa con ottimi successi. Esegue ritratti a personaggi del calibro di Pietro Mascagni e Giorgio De Chirico di cui ne diviene grande amico. Trasferitosi ormai a Milano, ma residente a Firenze, non ha mai trascurato la sua Livorno dove periodicamente tornava e dove fondo' nel 1952 il Premio Rotonda. Nominato Presidente del Gruppo Labronico, lo presiedera' per oltre un decennio. Numerose sono le mostre da lui organizzate ed innumerevoli le pubblicazioni. Nel 1977 scompare, lasciando alle amate figlie Sara e Sira la grande eredita' macchiaiola ed il grande amore per "l'occulta bellezza" (definizione di Ardengo Soffici ).



