Roma, 23 lug. - (Adnkronos Salute) - "Vicende come quelle dei gemelli di Bologna, un parto estremamente precoce a domicilio e una gravidanza segreta, prima che le polemiche sull'aborto, dovrebbero stimolare una discussione sul perche' una donna porti avanti una gravidanza senza dirlo a nessuno. Il Movimento per la Vita dovrebbe vergognarsi di polemizzare a prescindere, senza aspettare di conoscere i fatti e gli esiti degli esami". Lo sostiene il ginecologo Silvio Viale, presidente di Radicali Italiani e medico impegnato sul tema dell'aborto. Viale, che e' responsabile per le interruzioni di gravidanza all'ospedale S.Anna di Torino, ha aggiunto: "Non mi stupirei se alla fine l'unico reato contestabile alla donna sia quello di non avere conferito al cimitero la salma del primo gemello, obbligatorio sia in caso di aborto dopo le 20 settimane, sia in caso di deceduto successivamente alla nascita. Le ipotesi di aborto al di fuori delle procedure della 194 o, peggio ancora, di infanticidio devono trovare quelle conferme che al momento non ci sono. E' molto probabile che il travaglio abortivo sia iniziato spontaneamente e che la donna sia stata accompagnata all'ospedale senza che nessuno, nemmeno la donna stessa, sapesse che la gravidanza fosse gemellare. Cosi', mentre il secondo gemello e' da considerarsi un parto prematuro con neonato deceduto successivamente, il riscontro autoptico dovrebbe spiegare se" nell'altro caso "si e' trattato di un aborto o un parto prematuro". "Anche in caso di parto prematuro a 22 settimane, la morte successiva alla nascita non dovrebbe essere imputata automaticamente alla madre, come e' tragicamente confermato dalla nascita e dalla morte del secondo gemello in ospedale. In ogni caso - conclude - la donna merita rispetto. Non merita polemiche impietose, come se fossimo nel medioevo al cospetto dell'inquisizione".




