Roma, 24 lug. (Adnkronos) - "In Val di Susa c'e' il rischio di un'escalation di violenza anarchica. Dobbiamo registrare una serie di segnali estremamente inquietanti che impongono grande attenzione su quel che sta accadendo in questi giorni in Val di Susa". Con queste parole, Giulio Vasaturo, criminologo dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma, da anni impegnato nello studio dei fenomeni di violenza politica, lancia un vero e proprio allarme. E auspica che "pacifici No Tav isolino con fermezza i provocatori e garantiscano l'identificazione preventiva dei manifestanti". "In questi giorni, attorno ai cantieri No Tav - afferma il criminologo - si stanno addensando giovani anarcoinsurrezionalisti provenienti da diversi paesi europei pronti a dar adito a forme di protesta anche violente nei confronti delle forze dell'ordine. Quel che e' accaduto sabato a Chiomonte - spiega l'analista - puo' essere solo l'inizio di una escalation di violenza che va prontamente arginata, senza commettere errori che possano alimentare ulteriormente le tensioni in Val di Susa". "Le ragioni che stanno alla base di questa nuova ondata di violenze - sostiene l'esperto - sono molteplici. Nei giorni scorsi c'e' stato il rinvio a giudizio di 45 attivisti No Tav coinvolti negli scontri di un anno fa. Fra di loro Paolo Maurizio Ferrari, irriducibile delle Br che ha trascorso gran parte della sua vita in carcere. L'aggravarsi dellla crisi economica in Italia, Spagna e Grecia e' il pretesto per alimentare nuovi focolai di lotta anticapitalista in Europa. In Val di Susa sta avvenendo una saldatura fra gruppi estremisti di diversa estrazione, orbitanti nell'area della sinistra rivoluzionaria". (segue)



