(Adnkronos) - "Ma intanto il marchio e' impresso, la trappola infernale e' scattata: ovviamente non puoi dire di sapere cose che non sai, ma se dici di non saperle ecco che diventi sulla stampa una teste 'vaga', con tutti i peggiori sottintesi possibili. Eccola qui l'alternativa folle, assurda, inaccettabile: o menti, raccontando quello che da te si vorrebbe sentire anche se non e' vero, o dici la verita' e allora cominciano a circondarti il sospetto e le insinuazioni. E ricordiamoci che stiamo parlando di quanto c'e' di piu' terribile, la mafia", dice ancora Marina Berlusconi. "E' evidente che anche questa storia, come tutte quelle che ci scagliano addosso da vent'anni, finira' nel nulla. Con l'unico risultato possibile: nessun collegamento con le cosche, assoluta correttezza e trasparenza. Ma non e' questo che interessa. L'unico processo che interessa e' quello che viene fatto ogni giorno sulla stampa, convocando testimoni buoni a ingolosire i telegiornali della sera, trasformando pentiti veri e falsi in icone, facendo filtrare quello che fa comodo, e poco conta se e' totalmente falso. Un processo dal quale e' impossibile difendersi, perche' neppure la verita' piu' conclamata in un'aula puo' eliminare completamente il fango che ti hanno tirato addosso". "Che cosa ha a che vedere tutto questo con la giustizia? A che cosa servono le regole e le norme approntate proprio per evitare soprusi se, anche quando vengono formalmente rispettate, basta di fatto un articolo di giornale ad aggirarle e vanificarle? E questa mostruosa macchina e' compatibile con il funzionamento della democrazia? Tutto cio' che e' accaduto e sta accadendo dovrebbe trovare opportune valutazioni nelle sedi competenti. Ah, un'ultima precisazione: naturalmente io non ero e non sono accusata di nulla, i pm di Palermo mi hanno convocato come 'persona offesa', come presunta vittima. Insomma, per 'tutelarmi'. Si e' visto come", conclude.




