(Adnkronos) - "Now is good" dell'inglese Ol Parker ha al centro la diciassettenne Tessa, malata terminale, che decide di usare ogni momento che le resta per stilare un elenco di tutte le cose che, secondo il suo parere, una normale adolescente dovrebbe fare e che, invece, lei non ha ancora fatto, come, ad esempio, perdere la verginita' e iniziare a drogarsi. C'e' persino chi, come "Norman", dell'americano Jonathan Segal, finge di avere un tumore per esorcizzare la malattia del padre in una storia fatta di humour nero e disagio. Guardando qua e la' nel ricco programma si incontrano storie di ragazzi spesso ambientate in epoche passate, come quella di "Frisson des collines", con un dodicenne che nel 1969 vuole andare allo storico festival di Woodstock e farsi fare un autografo da Jimi Hendrix. O "Hunky dory" dell'inglese Marc Evans, ambientato a Londra nel 1976 o "18 years old and rising" del francese Frederic Ouf, ambientato nel 1981, la notte prima dell'elezione del presidente della Repubblica, Francois Mitterand. E, se in "Freeway" si respira l'aria di corse di automobili e fuoriserie, "Goats" dell'americano Christopher Neil racconta la storia dell'Uomo capra, allevatore-giardiniere che si rivela una guida spirituale per un adolescente. In questa festa di creativita', realismo e fantasia, in questa esplosione di ritratti generazionali, non bisogna pensare che le sezioni riservate ai piu' piccoli siano composte di storie semplici e favolette a lieto fine: nella sezione +6 c'e' "Alfie il piccolo lupo mannaro" dell'olandese Jofram Lursen con un ragazzino di 7 anni che si trasforma in lupo mannaro. E ci sono anche film con bambini che cercano di esorcizzare la paura che hanno per la sorte del padre impegnato in una difficile missione umanitaria o che, piu' semplicemente, vogliono diventare veri vichinghi o fanno amicizia con una giraffa. E ancora, bambini appassionati di birdwatching e altri che si vedono ritirare il permesso di soggiorno e sono costretti a ritornare in Iran. In questo contesto pieno di spunti e contenuti non spicca, purtroppo, l'Italia presente quest'anno con un solo lungometraggio in tutte le sezioni, "Il sole dentro" di Paolo Bianchini (riservato ai bambini con piu' di 10 anni), gia' collaboratore di Zampa, Comencini, De Sica e Bolognini che a Giffoni presenta la storia di due adolescenti guineiani che scrivono una lettera indirizzata ai grandi capi politici europei in cui chiedono aiuto per avere scuole, cibo e cure come tutti gli altri bambini.



