Cannes, 22 mag. (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Potevamo usare solamente quel tipo di parole per rispettare la realta' del luogo che stavamo raccontando: alla fine abbiamo tagliato quelle che ci sembravano piu' aggressive perche' sappiamo che la middle class britannica e' ossessionata dal linguaggio scurrile". Ken Loach torna in Concorso a Cannes due anni dopo il rabbioso 'L'altra verita": stavolta il campo d'elezione e' la commedia, terreno sul quale il regista Palma d'oro per 'Il vento che accarezza l'erba' costruisce un anomalo romanzo di (tras)formazione. E' 'The Angels' Share' - titolo che rimanda alla locuzione riferita a quel 2% di "spirito" che si disperde nell'atmosfera ogniqualvolta viene aperta una cassa di whisky invecchiato - frutto nuovamente della collaborazione con lo sceneggiatore Paul Laverty. Al centro del film Robbie (Paul Brannigan), ragazzo di Glasgow colpevole dell'ennesimo reato violento, condannato "solamente" a svolgere 300 ore di lavori socialmente utili perche' in procinto di diventare padre. Leonie, la compagna, ancora crede in lui, di sicuro l'unica in un contesto (vedi i familiari della ragazza) che ormai l'ha rigettato. Bastera' tenere in braccio per la prima volta il piccolo Luke, pero', per convincere seriamente Robbie che l'ora della svolta e' arrivata. (segue)




