Taranto, 22 mag. (Adnkronos) - "Durante questa campagna elettorale hanno minacciato di morte me e la mia famiglia perche' sapevano che ero favorito e volevano che mi ritirassi. E allora, proprio per poter continuare a camminare sereno, da solo per strada come ho sempre fatto in questi anni, senza auto di scorta e senza mettere a repentaglio la vita di persone piu' giovani, ho deciso di portarmi dietro la pistola. Ho il porto d'armi da 30 anni". E' un fiume in piena, parlando con l'ADNKRONOS, il sindaco di Taranto Ippazio Stefano rieletto ieri primo cittadino al ballottaggio con una coalizione di centrosinistra e con una percentuale di quasi il 70%. Ieri proprio durante i brindisi per la vittoria una foto, poi pubblicata da alcuni giornali, lo ha immortalato con una pistola nella cintola. "E' un vecchio arnese arrugginito", scherza. "Per qualche giorno sono stato anche sotto protezione - aggiunge - ma io volevo sentirmi libero di girare come ho sempre fatto anche di notte, ad esempio quando e' crollato un palazzo o di prima mattina quando e' crollata l'area di un mercato. O anche nella mia attivita' di medico volevo recarmi liberamente dai mie pazienti in auto o a piedi. Non ho reso noto le minacce per vari motivi: primo per non strumentalizzare questo fatto in modo che si potesse trasformare in un'arma a mio vantaggio. E poi anche per non dare una immagine sbagliata di Taranto che e' fatta in prevalenza di persone perbene. Inoltre non volevo creare ansia alle persone a me vicine. Non potevo d'altra parte - continua Stefano - smettere di fare campagna elettorale. E del resto dovevo pensare a tutelare me e i miei familiari". (segue)


