(Adnkronos) - "Le economie pero' - aggiunge l'analista - crescevano a velocita' diverse e cosi' la Gran Bretagna usci' dall'Erm, con conseguente caduta della sterlina. I leader europei decisero comunque di andare avanti e le economie meno competitive scoprirono di poter prendere a prestito il denaro a tassi bassi, aumentarono quindi la spesa e lasciarono salire il costo del lavoro molto piu' che in Germania. Inoltre vanno ricordati il boom immobiliare in Irlanda e Spagna, finanziato senza limiti dalle banche, e l'elevato aumento dei debiti delle famiglie, a fronte di introiti fiscali non sufficienti a fare fronte alla spesa pubblica e ai salvataggi bancari ". In piu', continua Hewson, "la Germania e altri paesi del Nord Europa sono riluttanti ad accettare gli eurobond e il finanziamento diretto della Bce ai debiti dei governi, perche' questo vanificherebbe le pressioni per ottenere le riforme necessarie da parte dei paesi in difficolta', e perche' sarebbe una scelta suicida dal punto di vista elettorale. I paesi piu' indebitati cercano di ridurre la spesa, ma in questo modo rallentano l'economia, aumentano la disoccupazione e deprimono i consumi causando una recessione prolungata". "In Grecia - prosegue Hewson - il debito sembra destinato a salire al 160% del Pil entro il 2016 nonostante due interventi di salvataggio, e la popolazione esasperata ha abbandonato i partiti pro salvataggio facendo temere l'uscita del Paese dall'euro. Sembra impossibile che la Grecia resti nell'euro se rifiuta le condizioni del salvataggio, ma i leader politici temono che la sua uscita provochi un tracollo del sistema. Quindi gli eurobond sono presentati come il rimedio, ma in realta' sembra improbabile che possano risolvere tutti i problemi. A parte il fatto che sarebbero illegali in base al Trattato di Lisbona e che dovrebbero essere approvati da tutti gli stati membri, Bruxelles correttamente insisterebbe per avere la supervisione sulle politiche di bilancio dei paesi e questo sarebbe un anatema politico in molti stati, inclusa la Gran Bretagna".




