(Adnkronos) - "Il rigoroso assolvimento di tale compito di tutela -prosegue l'Anm- comporta anche un doveroso richiamo alla necessita' che i magistrati titolari di un procedimento penale, tanto piu' se oggetto di particolare attenzione e sovraesposizione, si astengano dal mostrare sensibilita' al consenso della piazza e dal rendere dichiarazioni pubbliche relative all'oggetto del procedimento medesimo, e cio' a tutela delle stesse attivita' di indagine o processuali, doverosamente e professionalmente condotte". La Giunta dell'Anm rivendica il proprio impegno "nella difesa dei principi di autonomia e indipendenza della giurisdizione, pur nella non ingerenza nel merito dei provvedimenti adottati, e ribadisce che la critica alle sentenze - ivi comprese le decisioni del massimo organo di giustizia costituzionale della Repubblica, tanto piu' quando intervengono su questioni controverse e per le quali non sono ancora note le motivazioni - non puo' consistere in apodittiche affermazioni critiche, che si risolvono nella delegittimazione dello stesso organo giudiziario, ingenerando confusione e sfiducia nelle Istituzioni e nella stessa funzione giurisdizionale".



