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Maltempo: Legambiente, dichiarare lo stato di calamita' per la Maremma

domenica 18 novembre 2012
Maltempo: Legambiente, dichiarare lo stato di calamita' per la Maremma

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Grosseto, 14 nov. - (Adnkronos) - "Di fronte a eventi climatici ricorrenti e cosi' disastrosi bisogna cambiare metro e dare un chiaro messaggio di discontinuita' che punti su un intervento puntuale ed efficace di prevenzione e mitigazione concreta dei danni da rischio idraulico. "Il disastro che e' avvenuto in Maremma dimostra in modo chiaro ed inequivocabile l'importanza di un'accurata e puntuale opera di prevenzione, mitigazione del rischio idraulico, manutenzione ordinaria al fine di evitare conseguenze cosi' gravi per le popolazioni residenti e per i territori". Lo afferma Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, sollecitando la dichiarazione dello stato di calamita' per la Maremma. "Un dato inconfutabile e' senza dubbio quello legato alla quantita' eccezionale di pioggia che si e' abbattuta sulla Maremma, dai 300 ai 400 mm di pioggia a secondo delle zone, quando in un anno si arriva mediamente a 800 mm; in questi casi porre freno alla furia delle acque e' davvero molto difficile e complesso anche in un'area come quella maremmana poco antropizzata e con vaste aree di territorio aperto dove i fiumi, i torrenti e le acque superficiali possono defluire ed espandere i letti dei corsi d'acqua", aggiunge Gentili. "In primo luogo le nostre riflessioni e la nostra attenzione - afferma Legambiente - e' rivolta all'amaro prezzo in vite umane che e' stato pagato e che rappresenta senza alcun dubbio la nota piu' grave che non ha alcuna possibilita' di risarcimento, ma in secondo luogo occorre rivolgere lo sguardo al disastro presente ad Albinia, messa in ginocchio da un'alluvione senza precedenti, ma anche alle numerosissime frane, agli smottamenti, alle esondazioni di numerosissimi fiumi e torrenti in tutta l'area maremmana, da nord a sud, dalla costa all'interno (Albegna, Osa, Elsa, Pecora, Bruna, sono solo alcuni dei principali protagonisti), ai danni alle case, alle imprese, e in modo particolare alle numerosissime aziende agricole, colpite in modo violento dalle acque, con una perdita netta di mezzi, strutture, risorse economiche, linfa vitale del nostro tessuto sociale, economico e presidio essenziale che ci consente di difendere il nostro territorio dal rischio idrogeologico". (segue)