(Adnkronos/Cinematografo.it) - Obiettivo, quest'ultimo, centrato pienamente dal regista: il documentario propone uno sguardo verso una cultura altra, eppure cosi' vicina, che genera un processo di conoscenza e rispetto delle tradizioni, tanto che Pannone propone un utilizzo didattico del film: "Vorrei tanto che questo film documentario venisse proiettato nelle scuole medie, superiori e, perche' no, anche elementari, essendo un film, per nostra stessa volonta', estremamente 'semplice'; e' una fotografia, ovviamente parziale, della comunita' ebraica di oggi, non solo del ghetto ma anche di altri quartieri in cui una gran parte della popolazione e' di origine ebraica". Aggiunge poi lo stesso Pannone, in una prospettiva di grande attualita': "Non mi piace questa faciloneria con cui si aggredisce la cultura che non si sente propria. Siamo di fronte a un fenomeno che puo' essere si' razzista, ma che testimonia soprattutto una grande ignoranza nei confronti delle culture altre. Penso che la cultura ebraica abbia molto da insegnare: non dimentichiamo che i veri romani sono gli ebrei, che sono a Roma da piu' di duemila anni. E non e' poco!".




