Roma, 18 set. - (Adnkronos) - Due mesi, luglio e agosto, da dimenticare per il mercato pubblico della progettazione: -54,6% rispetto al valore messo in gara negli stessi due mesi del 2011. In termini assoluti nel bimestre luglio-agosto si sono persi 86,4 milioni di euro. Infatti, secondo l'ultimo aggiornamento dell'osservatorio Oice-Informatel, agosto chiude con il valore della domanda in tono negativo, -17,4% rispetto ad agosto 2011, dopo che luglio aveva chiuso con un pesante -73,8% rispetto allo stesso mese del 2011. Le gare per servizi di ingegneria e architettura bandite nel mese di agosto sono state 262 (di cui solo 30 sopra soglia), per un importo complessivo di 44,5 milioni di euro (33,1 sopra soglia). Rispetto ad agosto 2011 il numero delle gare scende del 16,6% (-23,1% sopra soglia e -15,6% sotto soglia) e il loro valore scende, come detto, del 17,4% (-2,6% sopra soglia e +16,8% sotto soglia). Anche il confronto in valore tra i primi otto mesi del 2011 e del 2012 e' negativo: nel periodo gennaio-agosto risultano bandite 2.454 gare per un importo complessivo di 324,1 milioni di euro che, rispetto allo stesso periodo del 2011, scendono del 10,3% nel numero (-36,3% sopra soglia e -6,9% sotto soglia) e calano del 19,2% nel valore (-23,5% sopra soglia e -6,3% sotto soglia). "Nei mesi estivi continua la frana del mercato - ha affermato Luigi Iperti, vicepresidente vicario Oice - segno evidente della forte recessione che sta attraversando il Paese, ma l'esigenza di tenere sotto controllo il bilancio dello Stato non deve portare all'estinzione di tutto un settore importante per l'economia italiana. C'e' l'assoluto bisogno che l'amministrazione riprenda gli investimenti, in funzione antirecessiva, per la realizzazione delle opere pubbliche di cui l'Italia ha urgente necessita'. Prima di questo, pero', occorre risolvere al piu' presto, al di la' dei tanti annunci di questi ultimi mesi, il drammatico problema dei ritardati pagamenti. Non e' piu' tollerabile, se e' vero che viviamo in un paese civile, che perduri questa situazione che vede le nostre societa' attendere anche anni prima di ottenere quanto dovuto".




