Roma - Sabina Guzzanti non si ferma e non chiede scusa proprio a nessuno. Dopo le cocenti polemiche bipartisan relative alle affermazioni che la comica romana ha fatto ieri in Piazza Navona, durante il contestatissimo "No Cav Day", Sabina non si scompone e mette nero su bianaco le proprie ragioni. Tanto per cominciare, attraverso il suo sito internet (ieri oscurato da un gruppo di hackers) la Guzzanti premette subito subito che lei e i suoi sostenitori, in barba a Fini e a quanti sostengono che "la piazza non può essere una scusa per offendere", continueranno a dire la loro. "Caro Fini e compagni", ha scritto la comica, "sono anni che ci offendete. Non ci fate nessuna paura e sappiate che noi continueremo a dire quel c....o che ci pare, criticando chi vogliamo e come vogliamo. Questa è la libertà. Non ce lo spieghi né tu né nessun altro dei tuoi non eletti colleghi, cosa sia la libertà". Poi, quanto alla possibilità che la Procura di Roma proceda nei suoi confronti per il reato di vilipendio del Capo dello Stato o del Pontefice (pesantemente attaccati sempre a Piazza Navona), la Guzzanti non si preoccupa e rilancia: "Essere accusata di vilipendio sarebbe solo un grande onore, si tratta di un reato inventato dai fascisti, una legge che nessuno ha mai abolito ma nemmeno mai applicato e sarebbe semplicemente una prova ulteriore che siamo governati da fascisti che stanno progettando per questo paese una progressiva e secondo loro indolore dittatura". Ma non finisce qui. La Guzzanti non indietreggia nemmeno davanti alle dichiarazioni del ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, che si dice fermamente intenzionata a querelare la comica romana. Scrive la Guzzanti: “Il processo, se ci sarà, sarà il processo più divertente del secolo. Credo di avere diritto per difendermi ad avere accesso alle intercettazioni. Un processo con questo tema, con il portavoce della ministra che avete letto come si chiama? Ora non so che mi ha preso, mi imbarazzo a scrivere il nome dell'onorevole. Sarà perché, come direbbe la Palombelli: la realtà supera sempre la satira, io per esempio sono molto più stronza di come mi dipingete…”. A darle man forte c’è Marco Travaglio, uno dei pochi ad appoggiare in pieno le affermazioni fatte dalla Guzzanti. "Il ministro Mara Carfagna querela Sabina Guzzanti per le parole dette dal palco? Bene, sarà un processo bellissimo. Finalmente potremo leggere le intercettazioni su Berlusconi che, altrimenti, sarebbero state distrutte. Visto che ci sarà un processo, le intercettazioni dovranno entrare nel dibattimento e non verranno distrutte". Poi, parlando ancora della manifestazione, Travaglio ha sottolineato: "E' stata una manifestazione bellissima, le parti migliori riguardavano gli interventi di Sabina Guzzanti e Beppe Grillo. Da ora in poi sarà più difficile per la sinistra fare inciuci sul lodo Schifani". Si e' anche detto d'accordo sull'applauso al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "che svolge un ruolo difficile -ha detto- anche se preferivo Scalfaro". Ed infine, in merito alle polemiche sul Papa, ha detto: "anche Papa Bonifacio VIII fu messo all'inferno da Dante e non mi risulta che fosse comunista...".




