
Tra le macerie lasciate dal ciclone Harry sulla costa ionica siciliana, tra Catania e Giardini Naxos, un’immagine ha fermato il tempo. Lungomari divelti, belvedere inghiottiti dal mare, infrastrutture spezzate. E poi lei, intatta, con le ali spiegate contro il vento: la Nike di Schisò. La statua bronzea ispirata alla Nike di Samotracia, capolavoro custodito al Museo del Louvre, è rimasta in piedi mentre tutto intorno crollava. Non un semplice dettaglio urbano, ma un simbolo potente di resilienza: la vittoria che resiste alla tempesta, la forza che non arretra. È la stessa immagine che campeggia sulla copertina di “Via io, Via voi, Via tutte”, il libro di Victoria Ferrua, CEO & Founder di Win Win, impresa che si rivolge ad aziende, privati e pubbliche amministrazioni per innovare la formazione in salute e sicurezza. Una scelta tutt’altro che estetica. La dea alata, priva di testa e braccia ma protesa in avanti, rappresenta la capacità di avanzare nonostante le ferite. Esattamente il messaggio che Ferrua affida alle sue pagine. Il volume nasce da una biografia “funzionale”, come la definisce l’autrice, che intreccia storia personale e visione professionale. Dall’infanzia segnata da violenza e abbandono alla costruzione di un metodo formativo innovativo, il percorso è lo stesso: trasformare il dolore in competenza e cura. «Ho scritto questo libro partendo da una biografia funzionale che porta poi a parlare del mio corso. Parte da una resilienza personale, perché io ho subito violenza, abusi, abbandono… una storia d’infanzia abbastanza grave. Però da questo sono riuscita a tirar fuori qualcosa di positivo», racconta Ferrua.
Non solo è diventata soccorritrice e infermiera, ma ha ideato SOSNESS, un programma che unisce preparazione tecnica, allenamento fisico e tenuta mentale. «Insegnano tutti la tecnica, ma manca la preparazione fisica e mentale. Il soccorso richiede forza, resistenza, fiato. È come fare palestra. Se hai il panico e non sei allenato, non riesci ad aiutare nessuno». Da qui l’idea di un corso sportivo, sviluppato con personal trainer e avviato verso il riconoscimento CONI. «Mi sto inventando un corso accessibile che prepara al soccorso, sia a livello fisico che mentale». Nel libro, la riflessione si allarga ai rischi idrogeologici italiani, troppo spesso sottovalutati. «Abbiamo terremoti, alluvioni, maremoti. Non siamo pronti». Il ciclone che ha colpito la Sicilia rende concreta questa consapevolezza. «Mi sono emozionata quando ho visto che era rimasta in piedi la Nike. Io parlo proprio di questo: trasformare la sofferenza in altruismo, prepararsi ad aiutarsi». La scrittura è stata un passaggio terapeutico. «Non è stato facile. Ho dovuto rielaborare traumi profondi. Mia madre mi ha abbandonato che ero neonata. Scriverne a quarant’anni, con una figlia di otto, è diverso». Il libro diventa così anche eredità morale: «Non posso rendere il mondo sicuro al 100%, ma posso lasciare valori. Altruismo, pace, rispetto». F
errua insiste su una parola: coraggio. «Vorrei smuovere il cuore e il coraggio delle persone. Io mi sono salvata perché ho avuto intorno persone estranee che hanno avuto il coraggio di aiutarmi». E aggiunge: «Bisogna anche imparare a chiedere aiuto, a non vergognarsi delle proprie fragilità». Come la Nike rimasta in piedi sul lungomare ferito, “Via io, Via voi, Via tutte” è dedicato a chi sceglie di non piegarsi. La vittoria non è evitare la tempesta, ma attraversarla, restare in piedi e insegnare agli altri a spiegare le ali.




