Una due giorni per aiutare, con idee ed esempi concreti, il sistema sanitario della Lombardia ad essere più efficiente e rispondente ai bisogni della popolazione. E’ questo il senso del convegno dal titolo “L’evoluzione della medicina generale in Lombardia: innovazione, flessibilità territoriale e proposte per la riforma della Medicina Generale”, in programma il 5 e 6 giugno presso la sala convegni della Clinica Maugeri di Pavia e organizzato dalla Società italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg).
"Il nostro obiettivo - spiega Massimiliano Franco, segretario Simg Lombardia - è quello di fornire strumenti clinici e organizzativi per la gestione quotidiana della professione, ma anche quello di proporci come interlocutori con le istituzioni per fornire il nostro contributo alla riforma della medicina territoriale". Un ragionamento che parte dal presupposto che la Lombardia, con oltre dieci milioni di residenti e un sistema sanitario tra i più complessi del Paese, può diventare un laboratorio nazionale per una nuova medicina territoriale sundata sulla continuità delle cure, progetti concreti e centralità della persona. Il tutto tenendo conto delle trasformazioni demografiche di una regione come la Lombardia, in cui il 23,9% delle popolazione è over 65. "La medicina generale deve contribuire alla riforma della sanità territoriale con contenuti, competenze e proposte concrete - sottolinea Massimiliano Franco -. Il messaggio che vogliamo portare è semplice: la persona deve restare al centro. Le nuove strutture e i nuovi modelli organizzativi hanno senso solo se migliorano davvero la presa in carico dei pazienti e il lavoro quotidiano dei professionisti. L’obiettivo è contribuire con il patrimonio di conoscenze, esperienze e strumenti maturato nella pratica quotidiana della medicina generale, evitando che la riforma si limiti alla definizione di luoghi e assetti organizzativi senza incidere realmente sulla qualità delle cure>.
Per il presidente nazionale Simg, Alessandro Rossi: <Il Servizio Sanitario Nazionale ha bisogno di una sanità territoriale più forte, ma questo obiettivo non si raggiunge solo ridisegnando strutture o funzioni. Serve una visione che valorizzi la medicina generale come presidio di prossimità, relazione fiduciaria e capacità di seguire le persone nel tempo. La riforma deve essere costruita con il contributo dei medici di famiglia, non sopra di loro, perché sono loro a conoscere i bisogni quotidiani dei pazienti, delle famiglie e delle comunità".
Alla due giorni del Congresso regionale Simg hanno annunciato la propria partecipazione anche Mario Melazzini, Direttore generale Welfare di Regione Lombardia ed Emanuele Monti, Presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia. Il programma affronterà temi clinici e organizzativi, con particolare attenzione alle esperienze territoriali, alla medicina di iniziativa, alla gestione del dolore, alle vaccinazioni, alla cronicità e ai nuovi modelli di presa in carico.



