L'auto ibrida ed elettrica non è più una curiosità. In Italia, nel 2025, le ibride sono state la motorizzazione più venduta, con una quota intorno al 45%, mentre le vetture alla spina, elettriche e ibride plug-in insieme, hanno superato per la prima volta la soglia del 10%, fermandosi al 12,8% (dati UNRAE). Resta un mercato in ritardo sulla media europea, vicina al 31%, ma in movimento: nei primi mesi del 2026 le ricaricabili hanno già oltrepassato il 15% delle immatricolazioni. E in questa corsa i marchi cinesi pesano sempre di più, conquistando quote a ritmo serrato e portando in Italia nomi fino a poco prima sconosciuti.
In questo scenario è entrata a fine 2025 anche Geely Italia, marchio cinese con una gamma fatta solo di modelli elettrici e ibridi. Dietro c'è un gruppo industriale con radici in Europa più profonde di quanto il nome lasci immaginare.
Dalla Cina a Volvo e Lotus
La storia comincia nel 1986, in Cina. Geely entra nel settore dell'auto nel 1997, costruisce la sua prima vettura l'anno dopo e diventa la prima casa automobilistica privata del Paese. Poi arriva lo snodo che cambia tutto. «Il momento decisivo è il 2010, quando abbiamo rilevato da Ford il 100% di Volvo Cars, la casa svedese sinonimo di sicurezza», racconta Marco Santucci, Managing Director Jameel Motors per Geely e Zeekr. «Sette anni dopo abbiamo preso la maggioranza di Lotus, lo storico marchio sportivo britannico: due nomi che hanno fatto la storia dell'automobile europea e che oggi fanno parte della nostra famiglia». Oggi Geely possiede Volvo e Lotus, e l'acquisto della casa svedese, all'epoca giudicato azzardato, si è rivelato la mossa che le ha aperto la porta della tecnologia e della credibilità europea.
Da quelle acquisizioni è nato un ecosistema più ampio, riunito sotto la capogruppo Zhejiang Geely Holding. Ne fanno parte anche Polestar, smart (in joint venture con Mercedes-Benz), Lynk & Co, Zeekr e una quota in Aston Martin. Un portafoglio che va dal lusso alla mobilità di tutti i giorni.
Le radici europee e il design che nasce a Milano
Una parte del lavoro creativo nasce in Europa. La rete globale del design Geely conta cinque studi di stile: Shanghai, Ningbo, Göteborg, Coventry e Milano. Il capoluogo lombardo, dal 2023, ospita il Geely Innovation Design Center Italy, nella Torre Diamante di Porta Nuova, uno dei cinque studi del gruppo nel mondo. Qui si lavora su concept e modelli di serie, con l'idea di unire la cura italiana per le proporzioni e la luce alla tecnologia del gruppo.
«Abbiamo scelto l'Italia perché è la patria del design automobilistico: una parte della nostra identità estetica parla italiano», spiega Santucci.
Per il gruppo, l'arrivo nel nostro Paese ha quindi un valore che va oltre i numeri: è anche un ritorno nei luoghi dove le sue vetture vengono disegnate.
I numeri della crescita
I conti danno la misura della divisione quotata. Geely Auto, la società di Hong Kong che riunisce i marchi Geely, Lynk & Co e Zeekr ed è quotata in Borsa dal 2005, nel 2025 ha registrato ricavi record per 345,2 miliardi di yuan (+25%), con 3,02 milioni di veicoli consegnati nel mondo, di cui 1,68 milioni elettrici o ibridi (+90%). Sono i numeri della società quotata, che non comprendono i volumi di Volvo e Lotus, controllate direttamente dalla capogruppo. A sostenere la crescita, sempre secondo i dati aziendali, decine di migliaia di dipendenti e investimenti in ricerca e sviluppo superiori ai venti miliardi di yuan l'anno, distribuiti su una rete di stabilimenti. Numeri che collocano Geely tra i maggiori costruttori al mondo, in piena espansione anche fuori dalla Cina.
L'offerta italiana
Su queste basi nasce la proposta per il nostro Paese. Il debutto è affidato a due modelli, presto tre: la Starray EM-i, SUV ibrido plug-in, e la EX5, SUV elettrico, a cui si aggiunge la E2, compatta elettrica presentata in anteprima alla Milano Design Week 2026 e attesa nei concessionari nella seconda metà dell'anno. La distribuzione è affidata a Jameel Motors Italia, del gruppo Abdul Latif Jameel, attivo da oltre ottant'anni nella mobilità. «La nostra rete cresce in fretta: dopo gli showroom di Milano e Roma puntiamo a circa cento punti vendita e assistenza in tutta la penisola», aggiunge Santucci. La garanzia ufficiale è di sei anni, estesa a otto sulle batterie. Sono vetture pensate per usi diversi, dal plug-in per chi non vuole rinunciare alla benzina nei viaggi lunghi all'elettrico puro, fino alla compatta per la città.
L'idea di auto che ne emerge è quella di una proposta che punta su tecnologia e qualità a un prezzo competitivo, con un occhio costante all'accessibilità.
Resta, sullo sfondo, un'eredità industriale che parla svedese, britannica e italiana quanto cinese. Per Geely, l'arrivo nel nostro Paese vale anche come un ritorno nei luoghi dove le sue auto prendono forma.




