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Corsa, nuoto e machismo: circo social Renzi-Vannacci

Da un certo punto di vista, è la fisiologica messinscena (nel senso letterale, la mise-en-scène narrativa) di qualcosa che fino a ieri si sussurrava fuori scena
di Giovanni Sallustigiovedì 23 luglio 2026
Corsa, nuoto e machismo: circo social Renzi-Vannacci

3' di lettura

C’è un non-luogo del dibattito estivo, una dépendance della politica, ma sarebbe meglio dire un camerino, visto i toni da pochade che sta assumendo, che è ormai impossibile ignorare. Beninteso, a patto di collocarlo nella sua dimensione naturale, ovvero quella variante contemporanea del circo che è l’intrattenimento social. Signore e signori, ecco a voi allora il gran circo Renzi-Vannacci. Un misto di gara di freddure, machismo bozzettistico (seppur la forma fisica penda oggettivamente a favore del generale, ma proprio per questo l’altro rilancia con furore parossistico), ricerca ossessiva del meme migliore.

Da un certo punto di vista, è la fisiologica messinscena (nel senso letterale, la mise-en-scène narrativa) di qualcosa che fino a ieri si sussurrava fuori scena. Il rapporto preferenziale, la sponda studiatamente reciproca, perfino il fiorentino veterano del machiavellismo come spin doctor del politico-graduato di nuovo conio. Che sia un canovaccio preparato, probabilmente con tanto di orari in serie dei post programmati, è fuori di dubbio. Ma i rispettivi Ego, e in entrambi i casi è materia che si misura a tonnellate, stanno già facendo deragliare la credibilità letteraria dell’oper(ett)a, si sta già palesemente scivolando verso la comicità involontaria.

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Ha iniziato il condottiero del plotoncino di Italia Viva: «Vedo il generale Vannacci che fa il triathlon. Allora lo sfido: maratona, Renzi contro Vannacci». Ego contro Ego per 42 chilometri e 195 metri, non per annunciare la vittoria sui Persiani come nell’originale, ma per vincere la gara dei like mentre altri si dedicano a noiose riunioni di partito o di governo, insomma fanno politica. Ma al Generale non può bastare, e infatti arriva la replica via Instagram, a mollo in una non meglio precisata località balneare, occhialini d’ordinanza, petto in fuori e lessico sufficientemente retrò: «Renzi fa lo smargiasso, e mi sfida». Guanto raccolto e ribaltato: «Ma io rilancio, e ci metto del mio». «Ci facciamo prima due miglia nautiche a nuoto - i chilometri sono roba per debosciati badogliani, ndr - e poi ci facciamo la mezza maratona». Con concretezza militaresca, Vannacci fissa già la data: 4 ottobre in Sardegna. Finale citazionistico che esplicita l’orizzonte cinematografico in cui ci stiamo muovendo: «Così vedremo se Renzi è solo chiacchiere e distintivo».

Ne Gli Intoccabili di Brian De Palma lo urlava Robert De Niro a Kevin Costner, per dire quanto la contesa abbia già smarrito ogni canone di verosimiglianza minima. Ma Renzi decide di esondare, e di recitare la parte del Capo di Stato maggiore del generale: «Mezza maratona?! Ohi, ma che ti sei rammollito?!». Per stare ai rimandi cinefili, pare una versione toscanaccia e velleitaria del sergente di ferro di Full Metal Jacket, e qui il corollario implicito nella categoria prepolitica di “rammollito” vorrebbe che Vannacci incarnasse Palla di Lardo, sfregio comunicativo supremo. D’altro canto, a voler fare i retroscenisti zelanti nei tendoni del circo dell’estate 2026, tocca annotare che l’ex premier non ha proferito sillaba sulla componente natatoria della tenzone: se ne deduce che nemmeno il suo Ego riesce a spacciarsi per Michael Phelps, diciamo.

La prova provata che più che di un tormentone siamo in presenza di un biscottone social, in ogni caso, sta nella data buttata là dal generale. Purtroppo, maramaldeggia Renzi, «il 4 ottobre è il giorno della Leopolda» (apprendiamo che esiste ancora, fin nel circo ogni tanto si aggira qualche notizia). Per cui «Vannacci non fare le cose a metà! Maratona, non mezza maratona, quando vuoi». Tranne nella data che accidentalmente hai proposto tu, purtroppo già c’avevo judo. Così tu puoi ripostarmi, magari darmi del coniglio (per stare sulle vette metafisiche bazzicate dai due) e avanti così a oltranza, stessa spiaggia stesso mare, venghino signori venghino.

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