Stefano Donnarumma sarà partner strategico del nuovo fondo immobiliare dedicato ai data center promosso da Polis, società controllata da LBO France e partecipata da BPER e Intesa Sanpaolo. L’iniziativa rappresenta il primo passo di un percorso strategico volto a intercettare la crescita delle infrastrutture digitali in Italia, valorizzando competenze industriali maturate nella gestione di grandi reti e programmi di investimento nei settori energetico, ferroviario, aeroportuale e delle utility. “Metto a disposizione dei capitali privati un’esperienza maturata nella gestione delle grandi infrastrutture italiane, continuando a lavorare per lo sviluppo del Paese con investimenti che hanno ricadute sulla collettività” - dichiara Stefano Donnarumma.
Polis punta a un obiettivo di raccolta pari a 200 milioni di euro, estendibile fino a 250 milioni, con closing previsto ad aprile 2027. La strategia sarà di tipo develop-to-sell: acquisizione di terreni brownfield e greenfield, ottenimento delle autorizzazioni, prenotazione della capacità elettrica, sviluppo dei progetti fino alla fase ready-to-build e successiva cessione degli asset a operatori specializzati o investitori infrastrutturali.
La strategia del fondo mira a valorizzare la fase di sviluppo in cui si genera la quota più significativa del valore, contenendo al contempo l’esposizione ai rischi operativi legati alla costruzione e alla successiva gestione dei data center. Il portafoglio iniziale comprende cinque siti, per una capacità complessiva di 520 megawatt, con un rendimento netto atteso del 25% e un multiplo sull’investimento pari a due volte il capitale impiegato. Donnarumma supporterà l’intero processo di sviluppo, dalla selezione degli advisor tecnici al coordinamento delle competenze industriali, fino agli aspetti legati alle connessioni alla rete elettrica, ai rapporti con Terna e con i distributori, nonché ai profili regolatori, energetici e autorizzativi.
“Il data center non è un semplice investimento immobiliare, ma un’infrastruttura complessa nella quale convergono energia, reti, telecomunicazioni, sicurezza e tecnologia. Per questa ragione, il progetto punta a integrare competenze industriali e capitali privati per contribuire a colmare il ritardo italiano in un settore destinato a crescere rapidamente anche per effetto della diffusione dell’intelligenza artificiale” - commenta Donnarumma.
Polis stima che il mercato italiano dei data center possa passare da 7,5 a 13,5 miliardi di euro entro il 2030, con una capacità installata in crescita da 1,8 a 4 gigawatt. A rendere il Paese attrattivo è anche un time-to-power stimato in tre anni, rispetto ai 7-10 anni dei principali mercati europei, elemento che potrebbe consentire all’Italia di rafforzare il proprio ruolo di hub digitale nel Sud Europa. “A breve attiverò anche un fondo complementare di private equity destinato a investimenti sulla filiera industriale per la realizzazione di infrastrutture energetiche, focalizzato su operazioni di buy and build tese a creare aggregazioni” - aggiunge Donnarumma.
Polis, nata nel 1998, gestisce 1,26 miliardi di euro di masse attraverso 19 fondi attivi nei settori real estate, crediti distressed e infrastrutture. La società è controllata al 60% da LBO France Gestion, affiancata da BPER, Intesa Sanpaolo, Banca Valsabbina, Banca Popolare di San Felice 1893 e Unione Fiduciaria.




