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Luca Laruccia, il "sarto della musica italiana" premiato con il Leone d'oro alato di San Marco

di Daniele Priorimartedì 22 settembre 2026
Luca Laruccia, il "sarto della musica italiana" premiato con il Leone d'oro alato di San Marco

3' di lettura

Lo scorso 19 settembre 2026 è stata una data importante per Luca Laruccia, in arte Radiosuoff, compositore e polistrumentista che ha ricevuto il prestigioso Leone d'oro alato di San Marco. Un riconoscimento che arriva a coronare una carriera costruita su un metodo di lavoro tanto raro quanto efficace: quello di cucire addosso agli artisti brani capaci di rispecchiarne fedelmente la personalità, senza mai snaturarla. È proprio per questa capacità che, negli ambienti della musica italiana, Laruccia viene definito "il sarto della musica italiana", un soprannome che racconta con precisione il suo modo di lavorare, fatto di ascolto, adattamento e cura del dettaglio.

A dare la misura del suo talento sono i numeri, prima ancora delle parole. Laruccia è infatti tra i pochissimi autori italiani ad aver portato dieci brani, scritti e composti interamente da lui, tra i migliori sessanta delle selezioni di Sanremo Giovani. Un risultato che, in un contesto dove centinaia di autori si contendono ogni anno un numero ristrettissimo di posizioni, assume un valore particolare e testimonia la solidità del suo metodo compositivo, capace di intercettare il gusto del pubblico senza mai scendere a compromessi sulla qualità artistica.

Nel corso della sua carriera, il compositore ha collaborato con alcuni dei nomi più importanti della scena musicale italiana: da Francesco Renga ad Ana Mena, passando per Rocco Hunt e Irene Grandi. Un elenco che si allarga anche al panorama internazionale, con collaborazioni al fianco di artisti come Dotan, Álvaro De Luna e LP, questi ultimi saliti sul palco del Battiti Live di Mediaset, uno degli eventi musicali estivi più seguiti in Italia.

Ma la produzione di Laruccia non si esaurisce nella scrittura di canzoni. Da polistrumentista qual è, ha infatti firmato anche colonne sonore per film e docufilm arrivati sul grande schermo, dimostrando una versatilità artistica che va ben oltre la forma-canzone e che gli ha permesso di misurarsi con linguaggi narrativi diversi, dal cinema alla televisione. A completare il quadro della sua attività discografica c'è anche la collaborazione alla produzione di alcuni brani dell'artista Haiducii, già vincitrice di numerosi dischi d'oro e di platino, a conferma di un percorso professionale che intreccia stabilmente la scrittura per sé e per gli altri.
Accanto al riconoscimento artistico, quello che emerge con altrettanta forza dal profilo di Laruccia è il suo impegno sul fronte sociale, un aspetto che negli ultimi anni ha assunto un peso sempre maggiore nella sua vita pubblica. Il compositore è infatti presidente del Centro Casa Ce.D.I.S Onlus, una struttura che ospita trenta ragazzi con diverse abilità e che rappresenta per lui un impegno quotidiano, portato avanti parallelamente all'attività musicale.

Proprio per questo lavoro sul piano sociale, oltre che per quello artistico, Laruccia è stato insignito della benemerenza dal Comune di Giovinazzo e del premio Arena d'oro, due riconoscimenti che sottolineano come il suo percorso professionale non possa essere raccontato senza tenere conto anche di questa dimensione più intima e solidale. È forse proprio in questo intreccio tra sensibilità artistica e attenzione verso gli altri che va cercata la chiave del suo successo come autore. Chi lo conosce professionalmente descrive la sua capacità di raccontare storie, in appena tre minuti di canzone, con una densità emotiva e narrativa paragonabile a quella di un film. Un pregio raro nel panorama discografico contemporaneo, dove la forma-canzone impone limiti stringenti di tempo e di spazio, e che riesce invece, nelle mani di Laruccia, a restituire all'ascoltatore la sensazione di aver attraversato un romanzo intero in pochi minuti.

Non stupisce, allora, che tanti artisti di calibro nazionale e internazionale abbiano scelto negli anni di affidargli le proprie canzoni, riconoscendo in lui non solo un abile tecnico della scrittura musicale, ma un vero e proprio narratore capace di tradurre in musica vissuti, emozioni e identità artistiche differenti tra loro. Il Leone d'oro alato di San Marco arriva quindi come naturale riconoscimento di un percorso che continua a crescere, tra musica, cinema e impegno sociale.