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Matteo Renzi querela tutti, anche il vicino di casa: non solo Travaglio, il Fatto e Giannini

Tommaso Montesano
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Matteo Renzi contro tutti. Il leader di Italia Viva, senatore, passa al contrattacco dopo le ultime rivelazioni sulla sua fondazione Open e le sue attività di conferenziere. L’ex premier, nella sua E News settimanale, annuncia la sua reazione. «In tanti mi chiedono: Matteo, procederai civilmente contro chi sta dicendo il falso? Certo, rispondo, purtroppo sono indietro con le azioni civili. Quindi datemi del tempo». Subito dopo, Renzi elenca i destinatari dei suoi strali: «Ho dovuto firmare cinque azioni civili sulle quali ero rimasto indietro: il direttore Massimo Giannini, alcuni collaboratori e il quotidiano La Stampa per alcuni articoli pubblicati nel 2021; il direttore Marco Travaglio e Il Fatto Quotidiano per alcuni articoli pubblicati recentemente; il dottor Marco Lillo per le sue affermazioni in una trasmissione radiofonica del 2017 per la quale è già stato condannato a risarcire mio padre con 30mila euro; Fiorenza Sarzanini, con la quale è già aperto un contenzioso civile a Firenze».

A loro, Renzi aggiunge anche il suo vicino di casa, colpevole, durante il periodo di lockdown, di aver registrato un video, poi diventato virale, «nel quale accusa i miei figli di aver violato le regole e di aver violato le leggi in complicità con gli agenti che lavorano con me. Essendo una vicenda che colpisce la mia famiglia, intendo andare fino in fondo per rispetto della dignità dei miei figli». Renzi considera l’indagine della magistratura sulla fondazione Open «un processo politico alla politica, che inizierà nelle aule solo nel 2022, ma che è da anni sulle pagine die giornali». Quindi l’accusa: «Lo schema è semplice. Fanno una pesca a strascico di centinaia di telefonini, computer, movimenti bancari. Prendono le mie conversazioni degli ultimi dieci anni con gli amici più stretti e poi rovesciano tutto in 92mila pagine che vengono consegnate a indagati a pagamento e gratis a qualche giornalista
amico».

E ancora: «I giornalisti pubblicano la vita delle persone presa dal buco della serratura per dieci anni. Dov’è la rilevanza penale di tutto ciò? Davvero si può violare la Costituzione e la legge solo per attaccare un avversario politico?». Ma chi pensa di trovare un Renzi remissivo, sbaglia: la battaglia giudiziaria è appena iniziata: «Vogliono processarci perché abbiamo fatto politica? Bene, faremo politica ancora di più. A cominciare dalla Leopolda. E andremo in tribunale per chiedere giustizia». Nessuna marcia indietro sulla sua attività di conferenziere: : «Finché ci sarà la possibilità di fare public speaking e finché avrò un ruolo non di governo, continuerò a fare quello che la legge consente, evidentemente facendo io delle scelte e prendendomi anche le polemiche. Quello che però è importante sottolineare - prosegue l'esponente del centrosinistra - è che non c'è violazione di legge ma una discussione legittima sull'opportunità".

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