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Anm contro il governo: "Se il livello dello scontro si alza, non possiamo tacere"

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Sarà un caso, ma da che il governo Meloni ha messo in cantiere la riforma della giustizia firmata Carlo Nordio, da parte della magistratura sono piovuti siluri contro l'esecutivo. Il caso-Santanchè, dunque l'imputazione coatta di Andrea Delmastro, infine le accuse contro il figlio di Ignazio La Russa, con una denuncia arrivata 40 giorni dopo i fatti contestati.

In molti, nel governo, puntano il dito contro le toghe, contro l'assedio che Silvio Berlusconi nel corso della sua carriera politica conobbe in modo drammatico. Ma lo stesso governo non arretra: tira dritto sulla riforma della giustizia e rumors riferiscono anche di una possibile revisione dell'avviso di garanzia.

Il contesto, insomma, è infuocato, tostissimo. Una battaglia. E in controluce questa battaglia la conferma direttamente l'Anm, l'Associazione nazionale dei magistrati. A parlare è il presidente, Giuseppe Santalucia, al Comitato direttivo dell'Associazione. 

"La magistratura non ha alcuna voglia di alimentare lo scontro, ma quando il livello dello scontro si alza, non possiamo stare in silenzio perché il nostro silenzio sarebbe l'impacciato mutismo di chi non sa reagire con fermezza e con garbo a una politica muscolare del governo nei confronti di un organo di garanzia quale siamo noi. Sarebbe un arretramento e noi non arretriamo quando si tratta di difendere i valori della Costituzione", ha spiegato Santalucia, confermando di fatto la guerriglia in atto. Certo, non parla delle inchieste, ma delle proteste contro le riforme in cantiere.

"Noi siamo lontani dal potere e dalle fazioni politiche - ha aggiunto -, la prima forma di garantismo è avere rispetto delle prerogative delle istituzioni, come la nostra che è fondamentale. Se si è garantisti dileggiando le istituzioni non possiamo guardare a questo garantismo con rispetto", ha rimarcato Santalucia.

E ancora, rispetto alle parole della Meloni rilanciate da indiscrezioni di stampa e rispetto alle prossime mosse in tema di riforma della giustizia, Santalucia ha parlato di "un attacco ancora più insidioso perché lasciato a fonti anonime di Chigi. Una forma di delegittimazione e invece dal ministro mi sarei aspettato un’indagine immediata o un intervento per eliminare un clima di sospetti", ha concluso. Altro che "la magistratura non ha alcuna voglia di alimentare lo scontro"...

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