Chiara Ferragni prosciolta. Si chiude con quella che si potrebbe definire un'assoluzione di fatto il caso giudiziario del "Pandoro gate" che vedeva imputata l’influencer. Per l'imprenditrice digitale è stata dichiarato il non luogo a procedere. L’esito è legato al mancato riconoscimento da parte del tribunale dell'aggravante. La truffa aggravata è infatti procedibile d’ufficio, mentre per quella semplice serve una querela (che però è stata ritirata in un secondo momento dall’associazione dei consumatori Codacons dopo l’accordo extragiudiziale sui risarcimenti con Ferragni).
Il reato di truffa, dal punto di vista tecnico, è così stato dichiarato estinto e Ferragni è stata prosciolta con sentenza di non doversi procedere da parte del giudice. In sostanza, caduta l'aggravante, sono arrivati proscioglimenti per estinzione del reato di truffa "semplice". Una sentenza che mette la parola fine al caso del Pandoro Balocco "Pink Christmas" e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. La Procura di Milano, con l'aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli, aveva invece chiesto per Ferragni una condanna a un anno e otto mesi. "È finito un incubo: sono molto contenta di riprendere in mano la mia vita, sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta". Questo il primo commento dell'influencer. "Siamo tutti commossi - ha aggiunto -. Ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei followers". Prosciolti anche il suo ex braccio destro Fabio Damato, già manager delle società titolari dell'immagine della 38enne per cui era stata chiesta la stessa pena, e l'amministratore delegato e presidente di Cerealitalia-ID, Francesco Cannillo (un anno era la richiesta del pm). Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Secondo i pm milanesi, l'imprenditrice digitale aveva ottenuto, tramite le due campagne commerciali tra il 2020 e il 2021, un presunto ingiusto profitto per circa 2,2 milioni di euro. In pratica, l’ipotesi era quella che avesse ingannato i consumatori con campagne commerciali benefiche, ottenendo un profitto illecito e benefici di immagine (non quantificabili). L’imprenditrice della moda, assistita dagli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, si è invece sempre dichiarata innocente, effettuando nel frattempo anche risarcimenti e donazioni per 3,4 milioni di euro.
"Chiara io l'ho ammirata in questi due anni perché è stata una cittadina modello, potrebbe essere di esempio a tutti per il rispetto che ha portato prima alla pubblica amministrazione e all'Autorità garante della concorrenza e del mercato e poi all'autorità giudiziaria e questo è stato ripagato con la giustizia", ha commentato anche l'avvocato Giuseppe Iannaccone, legale di Chiara Ferragni a margine della sentenza di proscioglimento. "Se tutti i cittadini si comportassero come Chiara sarebbe una gran bella cosa" ha concluso.
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