"La separazione delle carriere spunto dal sistema americano? Pa**e al vento sparate a caso": Antonio Di Pietro ha risposto così a una delle ultime esternazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri. Ospite di David Parenzo a L'Aria che tira su La7, l'ex magistrato ha spiegato anche i motivi dietro il suo voto al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. "Io voto sì perché per me la separazione delle carriere ha una sua logica, è una conseguenza rispetto alla decisione di aver definito col giusto processo che le due parti, l'accusa e la difesa, stanno davanti a un giudice terzo". E infine, attraverso una metafora, ha provato a spiegarsi meglio: "Voi giochereste una partita in ciu l'arbitro viene scelto anche da uno dei giocatori? Io no".
Di Pietro, poi, in un'intervista a La Stampa, ha fatto un discorso un po' più ampio sull'argomento: "Ci sarà una ragione se ai miei tempi il 98% degli italiani aveva fiducia in noi e oggi sono meno della metà. Certamente ciò è dovuto a una certa classe politica che invece di difendersi nei processi si è difesa dai processi. Certamente è dovuto a un'informazione che per alcuni versi è stata settaria. Però è mai possibile che la magistratura non riesca a fare autocritica per come in questi 40 anni di applicazione del sistema accusatorio sia passata via via dall'inchiesta Mani pulite a una degradazione del pubblico ministero? Il pm per definizione ha il ruolo di cercare chi ha commesso un reato. Mi pare che i nuovi molto spesso cercano se qualcuno abbia commesso un reato. Si fanno processi che non dovrebbero neppure iniziare. E intanto molte vite vengono distrutte".




