Allarme brogli sul voto all'estero per il referendum sulla giustizia: i timori riguardano soprattutto gli italiani ignari che vivono fuori dalla penisola e le organizzazioni che fanno a gara per accaparrarsi schede e duplicati. Intanto, le operazioni sarebbero già iniziate. "Ci sono almeno 1,5 se non due milioni di schede taroccate in arrivo", aveva detto qualche tempo fa l’ex pm Antonio Di Pietro, lanciando di fatto l'allarme. Un italiano al Giornale ha segnalato: "Ho in mano cinque plichi di italiani che erano miei inquilini, il ministero italiano non ha aggiornato l’Aire?".
Non molto diversa la situazione in Spagna, da dove sono arrivate segnalazioni di segno opposto, con video di spiegazioni fatte con le schede votate sul Sì e un tam tam via whatsapp favorevole alla riforma da parte di chi gestisce la comunità degli italiani all'estero di Barcellona. Anche se il caso più critico sarebbe quello del Sud America: in Argentina, Brasile e Venezuela ci sarebbero organizzazioni capaci di "comprare" le schede elettorali a 40, 50 dollari l’una per condizionare il risultato elettorale.
Un filo di bufale che va da Teheran al referendum
I qualunquisti hanno mischiato gli ingredienti del No, il risultato è che il No alla guerra e il No al referendum...A conferma di tutto ciò c'è il fatto che in passato alcune elezioni sono state impugnate proprio perché si sono scoperte schede pre-votate stampate, ambigui porta a porta e le più disparate organizzazioni, ovviamente contrarie alla riforma, disposte ad aiutare gli elettori a votare.




