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Report, la gola profonda di Ranucci indagata per spionaggio

di Brunella Bollolivenerdì 22 maggio 2026
Report, la gola profonda di Ranucci indagata per spionaggio

2' di lettura

In una puntata prima del referendum sulla giustizia, Report aveva scodellato il grande giallo dei pc dei magistrati italiani spiati da chiunque a causa del software Ecm. E aveva fatto parlare non solo il giudice Aldo Tirone di Alessandria, che si era accorto dell’intrusione sul computer del suo ufficio, ma anche Stefano, un tecnico informatico che, protetto da anonimo, spiegava com’era facile farsi gli affari di un magistrato e magari anche sbirciare in ordinanze e atti da segreto istruttorio. Una vicenda inquietante che gettava una luce sinistra sul ministero della Giustizia, quindi sul Guardasigilli Carlo Nordio e sulla sua squadra, in qualche modo accusati di violare i device delle toghe o comunque di non fare nulla perché ciò fosse scongiurato.

Ora la notizia, diffusa dalla procura di Milano, è che il ministero della Giustizia non c’entra nulla con le intrusioni, invece ci sono tre tecnici informatici, tra cui la stessa fonte di Report, sotto inchiesta per accesso abusivo.

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La procura guidata da Marcello Viola e quella nazionale antimafia e antiterrorismo, diretta da Giovanni Melillo, hanno infatti disposto a marzo una serie di «perquisizioni» a carico di personale di ditte in appalto con via Arenula per svolgere attività di assistenza informatica. Fra i tre indagati c’è dunque “Stefano” che a gennaio si era reso protagonista dell’esperimento effettuato con il consenso del gip Tirone per dimostrare come fosse possibile “bucare” i dispositivi di Tribunali e Procure senza lasciare traccia.

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Secondo chi indaga, è sempre “Stefano” ad avere effettuato un accesso abusivo sul computer del procuratore capo di Torino, Giovanni Bombardieri, con cui avrebbe mandato una mail a nome del magistrato. Domenica il presunto “spione”, proprio nel programma di Sigfrido Ranucci, ha provato a difendersi dicendo che «il procuratore aveva chiesto l’installazione di una stampante a colori sul suo computer, con tanto di ticket d’intervento. Che io eseguo come da prassi. A fine installazione è partita questa mail. Mai entrato nella sua casella di posta. Un clamoroso equivoco, spero che il procuratore ne venga messo a conoscenza».

Ma secondo gli agenti della polizia postale coordinati dai pm Enrico Pavone e Francesca Celle, l’intrusione ai danni di almeno 2 magistrati sarebbe avvenuta «attraverso la forzatura» del sistema Ecm e sarebbe stata «resa possibile dal possesso delle credenziali di amministratore». Le analisi forensi sui dispositivi sequestrati agli indagati sono in corso e gli inquirenti puntano a verificare se si sia trattato di prove tecniche di vulnerabilità del sistema Ecm odi veri crimini informatici, magari alla ricerca di informazioni sui magistrati e sui loro processi. Di sicuro Nordio non sapeva nulla. Anzi, è il ministero ad avere fatto un esposto contro le violazioni.
B. B.