A settembre i Tribunali Amministrativi Regionali si trasformano nei Tribunali degli Alunni Raccomandati da mamme e papà che non si rassegnano alla bocciatura e si lanciano in crociate contro gli insegnanti incapaci, a loro avviso, di comprendere gli straordinari talenti dei loro pargoli.
Per rendere giustizia al piccolo Einstein con troppi quattro in pagella, i genitori diventano principi del foro ed esperti montessoriani e lavano l’affronto subìto producendo certificati, deduzioni, memorie, perizie e controperizie.
Il repertorio delle loro motivazioni è un genere letterario a sé: c’è lo studente triste per la morte della nonna, quello stressato e quello che non faceva i compiti perché il prof non li caricava sul registro elettronico. In questi giorni il Tar in Puglia ha respinto tutti i ricorsi ricevuti bacchettando l’atteggiamento iperprotettivo dei genitori e mettendo nero su bianco che, salvo errori evidenti, non si possono contestare le decisioni degli insegnanti.
Il Tar non è il prof di ripetizione delle famiglie che sbianchetta la collezione di quattro con una sentenza. Se i docenti bocciano i figli giugno, a settembre i giudici bocciano mammà e papà.




