Di fronte ai numeri le chiacchiere stanno a zero, però i numeri vanno conosciuti, letti, studiati prima di imbastire polemiche strumentali. Stiamo parlando del fenomeno della violenza minorile e dei reati commessi da giovanissimi, in crescita rispetto al passato. L’ha confermato giovedì a Sky il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, specificando che non c’è più posto nelle strutture minorili esistenti, vanno «ampliate», e si è scatenato il caos. Le dichiarazioni del Guardasigilli hanno dato il là al coro degli indignados di sinistra all’assalto del ministro di Fdi («deve dimettersi»), con i giornali di area a sventolare in prima pagina titoloni definitivi: “La clava di Nordio” (Repubblica), “Cella impazzita” (il Manifesto), “Spiccioli a tir e agricoltori e più ragazzini in galera” (Il Fatto quotidiano).
Chiacchiere anti-governo alla vigilia di una nuova manifestazione di piazza convocata dai cosiddetti maranza. I numeri dicono però che Nordio non è affatto ammattito né ha esagerato con lo spritz. Dal 2022 ad oggi i reati commessi dai minori sono aumentati infatti del 40% se non di più. I giovani fermati per tentato omicidio volontario sono saliti in tre anni del 60,6%, mentre quelli che si sono macchiati dei reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale sono cresciuti da 3.641 unità a 5.692, quindi del 53,3%; che i baby truffatori sono il 48,5% in più rispetto a prima e anche alla voce violenze sessuali c’è, inesorabilmente, il segno più (+29,8%). A dirlo non sono solo le statistiche fornite dal ministero di via Arenula, ma pure le tabelle delle varie associazioni impegnate a contrastare la violenza under 18 e ad aiutare i giovani nel loro percorso di riabilitazione nella società.
Così, sebbene nel centrosinistra ci sia chi ritiene che la repressione non sia un tabù, come l’ex prefetto Franco Gabrielli, e il sindaco di Milano Beppe Sala («voglio dire senza ambiguità che prima di tutto in questa fase critica viene il controllo e la repressione di questi fenomeni», ha detto dopo la devastazione nel centro della sua città), per Pd, M5S e Avs quello pericoloso e da fermare è il ministro Nordio, il quale «minaccia» di rinchiudere i minori in cella e lavora per ampliare le carceri.
Ora, è vero che in generale nel nostro Paese le denunce per furti, rapine e delitti sono in calo, ma in controtendenza al dato nazionale degli “adulti” si registra invece un exploit dei reati commessi dagli under 18. Ed è preoccupante che a macchiarsi di crimini odiosi e anche violenti siano studenti, adolescenti, in qualche caso poco più che bambini. Molti dei quali sono immigrati o figli di immigrati.
Negli istituti penali per i minorenni (Ipm), che accolgono i minori, e non di rado anche giovani adulti fino a 25 anni di età, la metà non è rappresentata da italiani bensì da stranieri. Tra costoro ci sono anche i minori stranieri non accompagnati. Uno dei più noti Ipm, almeno alle cronache, è il Cesare Beccaria di Milano: a Natale del 2022 in sette furono protagonisti di una maxi fuga. Alle tre di pomeriggio, complici i lavori nel cortile, sono riusciti a evadere e a infilarsi nelle vie dello shopping dei giorni di festa quattro 17enni, due 18enni e un 19enne. Poi in qualche modo tutti ricondotti dentro nel giro di pochi giorni. Il Beccaria in passato è stato anche al centro di varie inchieste per i metodi spicci usati dagli agenti, per i maltrattamenti e per le rivolte interne. Per questo c’è bisogno di riqualificare e ammodernare spazi all’interno dei quali i baby delinquenti possano ritrovare una strada per il riscatto.
Lo ha detto Nordio l’altro giorno in tv intervistato a Start, anche se forse, drammaticamente, alla fine sono rimbalzate solo le sue parole sugli «arresti massicci tra i minori» all’indomani del decreto sicurezza approvato in Cdm. Frasi contestate all’interno della maggioranza da Noi Moderati («massima fermezza con chi devasta, ma le pene alternative sono meglio delle carceri minorili», ha detto Maurizio Lupi) e sulle quali si è sollevato «il polverone» mediatico, peraltro in un giorno nel quale il ministro era stato a Rebibbia, con il collega dello Sport Andrea Abodi e con il sottosegretario Claudio Barbaro, presidente Asi, con il capo staff della Figc Luca Bergamini, per presentare il progetto di riqualificazione degli impianti sportivi interni all’istituto penitenziario.
E lo ha confermato, ieri, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari in risposta agli attacchi della minoranza, critica perfino sul decreto Caivano. «Da quattro anni stiamo lavorando e curando l’intero sistema giudiziario minorile. Ci siamo mossi realizzando tre nuovi Ipm, Rovigo Lecce, L’Aquila, abbiamo potenziato i funzionari pedagogici e gli agenti nei vari istituti. Adesso aumenteremo anche le piante organiche dei magistrati nelle procure e nei tribunali per i minori».




