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David Rossi, "il testimone ha stuprato un pakistano"

di Tonino Laghisabato 24 ottobre 2026
David Rossi, "il testimone ha stuprato un pakistano"

3' di lettura

Crescono le perplessità sulla veridicità delle dichiarazioni raccolte dalla commissione parlamentare sulla morte di David Rossi. Nei giorni scorsi questo giornale aveva già evidenziato le stranezze delle testimonianze di due detenuti condannati entrambi per calunnia. Ma, ieri, ad accrescere i dubbi è intervenuta Francielli Vilanova Correa, sorella di William Renan, gigolò condannato a 20 anni per l’omicidio di una escort.

La donna ha portato all’attenzione dei media «le modalità del tutto scorrette con cui sono state raccolte le dichiarazioni» del consanguineo da parte di un ufficiale del Ris dei carabinieri: «Le informazioni e le dichiarazioni del detenuto sono state trascritte su semplici fogli di appunti, in modo del tutto informale, senza che sia mai stato rilasciato un verbale ufficiale né al detenuto stesso, né successivamente al suo legale difensore (Roberto Nesticò, ndr)».

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Non basta. La Vilanova ha denunciato «pressioni e insistenza ingiustificata»: «Il detenuto ha subito visite continue e insistenti, rifiutandole tutte. In un’occasione, una guardia carceraria ha chiamato Renan dicendogli che giù ad aspettarlo c’era la sua famiglia. Di questo specifico episodio sono testimone diretta. In quella circostanza Renan mi ha, infatti, telefonato per verificare se fossi davvero lì [...]. Una volta compreso il tentativo di inganno, mio fratello è immediatamente rientrato nella sua cella». Ma l’«assedio» sarebbe continuato: «Anche il giorno in cui sono stati presi i sopra citati appunti informali, Renan aveva espresso il chiaro desiderio di non incontrare nessuno; tuttavia, l’insistenza del personale lo ha di fatto costretto a scendere, provocandogli un forte stato di stress. Sotto una simile pressione psicologica, chiunque, pur di far cessare quell’insistenza asfissiante e liberarsi di una situazione insostenibile, avrebbe finito per cedere, dicendo o facendo qualunque cosa pur di essere lasciato in pace».

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Per la donna tali comportamenti sarebbero «inaccettabili»: «Mio fratello sta già pagando per i propri errori e ciò che gli è stato fatto è ingiustificabile». La sorella è durissima con chi in Parlamento sta indagando sulla fine di Rossi: «Ritengo che la Commissione abbia fatto un grave errore: se non hanno un testimone, come fanno a portare avanti una tesi? Hanno usato mio fratello» assicura. E invoca «un trattamento equo» per il parente e «il rispetto delle regole»: «Prima di ogni altra cosa, parliamo di esseri umani».

Proprio ieri si è svolta a Prato un’udienza del processo che vede alla sbarra Vilanova per violenza sessuale. L’uomo, nel 2023 avrebbe stuprato un compagno di cella pakistano. Il brasiliano, in preda al desiderio notturno, avrebbe colpito con un calcio in faccia la vittima e poi lo avrebbe minacciato con un rasoio. Quindi avrebbe abusato dell’uomo, usandogli la cortesia di cospargersi d’olio il membro. La notte successiva avrebbe preteso una fellatio.

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Intanto le indagini della Commissione puntano ad appurare se l’altro testimone, Saverio Giampà, pluricondannato (l’ultima sentenza sfavorevole a 7 anni di reclusione è arrivata quest’anno), avesse rapporti con Gabriele Ceccherelli, presunto organizzatore del raid intimidatorio in cui Rossi ha perso la vita. È vero che l’ex leggenda del calcio fiorentino (Ceccherelli) aveva un credito non riscosso nei confronti di Giampà? C’era stato qualche motivo di screzio tra i due, tale da giustificare anche una recente calunnia?

L’ex calciante, assistito dall’avvocato Federico Bagattini, ammette la conoscenza, ma nega discussioni: «Lui era titolare, alla fine degli anni ’90, della sala da gioco l’Accademia del biliardo. Quindi era conosciuto nel mondo della notte e Firenze è piccola. L’ho incrociato nelle discoteche dove facevo il buttafuori, come è accaduto con altri 20.000 clienti, anche se lui non era un grande frequentatore delle piste da ballo. Il rapporto si limitava al “ciao ciao” quando entrava». Giampà le doveva dei soldi? «Ma no, non ho mai avuto problemi con lui».