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Rutelli sta con Franceschini

"Ma alle mie condizioni"

4 Luglio 2009

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Rutelli sta con Franceschini

Nel Partito democratico una cosa sola è certa: che da qui ad ottobre può succedere di tutto. Francesco Rutelli lo ha fatto intendere dal palco della due giorni di lavoro del gruppo “Liberi democratici”, un nome che vale più di mille parole.
Due condizioni - L’ex sindaco di Roma – ed ex candidato premier della Margherita – ha fatto sapere di appoggiare Dario Franceschini alle primarie, purché alle sue condizioni: il suo programma “deve essere compatibile con i nostri obiettivi” e la responsabilità del partito “deve essere improntata sulla condivisione leale e trasparente”. Se così non sarà, “resteremo democratici, ma saremo molto più liberi”, ha fatto sapere ai partecipanti al convengo.
Dopo Veltroni che indica quale strada vada intrapresa (“Ma non è per me il momento di tornare nel partito”) e Bersani che vuole levarsi la “patina grigia” di uomo dalemiano legato al fallimentare passato ulivista, è la volta di Rutelli che vede un Pd vecchio, fondato su una “leadership solitaria” e con lo statuto da riformare.
"Non deve esserci un solo capo" - E come se non bastasse apre la porte all’Udc di Casini. “Non ci deve essere una sola persona che si eserciti a dire che un’altra persona deve essere cacciata dal Pd, magari a causa delle sue posizioni politiche, culturali, etiche”, ha aggiunto Rutelli. Perché se ciò accadesse, si tratterebbe di “una testimonianza di intolleranza, di culture del passato che riaffiorano”, mentre “l’unica speranza di un ampliamento dei consensi risiede proprio nella ricchezza e nel pluralismo di idee”.
Dario avvisato, mezzo salvato.

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Commenti all'articolo

  • piero1939

    05 Luglio 2009 - 18:06

    lui ormai e' abituato a mangiare pane e cicoria.

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  • 44carlomaria

    05 Luglio 2009 - 18:06

    Rutelli, dopo la stangata affibbiatagli da Veltroni con la candidatura a sindaco di Roma, pensa giustamente di fare il padrino al melenso autoreggente. Dario probabilmente ci starebbe, ma anche altri vorrebbero fargli da tutore. Lui è ancora giovane e non ha imparato nulla dal mentore Benigno Zaccagnini, per quel che mi ricordo persona intellettualmente onesta e forse fra i migliori segretari DC, quindi è indeciso nella scelta. Del resto all'ombra dei grandi sono sempre prolificati gli asini. Rutelli, meglio noto come sig. Palombelli,a sua volta è stato allievo di Pannella, che lo ha definito Rotella per il continuo cambiar idea. In conclusione Rutelli dice a Franceschini: sei un asino, hai bisogno di un padrino eccomi quà. Auguri al futuro del PD e ai suoi tanti padrini, che in questo caso non dovrebbero aver nulla a che fare con la mafia. Sarà vero? Asvedommia

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  • dubhe2003

    05 Luglio 2009 - 18:06

    La strategia rutelliana ed i suoi ricattucci.Francesco,stanco di aspettare, pensa di insinuarsi tra i contendenti pidiessini, dettando condizioni.Qui però...,El burro se cayò!Dimostrando di non avere ancora digerito la scorpacciata di..."Pane e cicoria".Auguroni!

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