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Influenza A, bimbi a rischio

14 volte in più degli over 60

31 Agosto 2009

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Influenza A, bimbi a rischio
Nei bambini il rischio di contrarre il virus dell'influenza A/H1N1 è maggiore di 14 volte rispetto a quello che corrono gli anziani di oltre 60 anni, che finora sono stati il gruppo più a rischio per l'influenza stagionale. La stima è il risultato di uno studio condotto dai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) di Atlanta. La ricerca si basa su 1.557 casi (comprese 7 morti) confermati a Chicago nel periodo compreso fra il 24 aprile e il 25 luglio. È emerso che i bambini fra 5 e 14 anni sono colpiti dal virus pandemico con la media di 147 ogni 100.000 persone, 14 volte superiore a quella rilevata nello spesso periodo fra gli ultrasessantenni. Nei bambini da zero a 4 anni si è osservato inoltre il più alto tasso di ricoveri a causa dell'influenza A (25 su 100.000); al secondo posto per numero di ricoveri risultano ancora i bambini fra 5 e 14 anni (11 su 100.000). «Questi dati - rilevano i Cdc - sostengono le strategie di prevenzione rivolte ai bambini e ai giovani, che corrono un rischio sproporzionato di malattia e ospedalizzazione». Perciò il Comitato di consulenza per le vaccinazioni dei Cdc raccomanda che bambini e giovani «debbano essere fra i primi gruppi a ricevere il vaccino contro l'influenza A/H1N1.

Monza, paziente è stazionario - Sono stabili le condizioni del giovane di Parma ricoverato da alcuni giorni all'Ospedale San Gerardo di Monza, a causa di una grave complicanza polmonare provocata dal virus dell'Influenza suina. Lo sottolinea Luciano Bresciani, assessore alla sanità della Regione Lombardia: “Il processo di guarigione, se favorevole, richiede del tempo, nell'ordine di una o più settimane. In ogni caso”, spiega Bresciani, “anche se la situazione rimane grave è tutto sotto controllo e al momento non ci sono indizi di nuove complicanze”. Intanto il 24enne è ancora assistito nella respirazione da una speciale macchina per l'ossigenazione, e un nuovo aggiornamento sulle sue condizioni è atteso per domani mattina.

Vaccinazioni dal 15 novembre – L’Italia si sta preparando alla nuova ondata di virus N1H1 prevista per quest’autunno. A partire dal prossimo 15 novembre saranno disponibili 8milioni di dosi di vaccinazioni, mentre dal 31 gennaio saranno pronte altre 16milioni di dosi di vaccino. Si prevede di vaccinare il 40% della popolazione. Il vaccino dell’influenza suina verrà innanzitutto somministrato a:

  • personale sanitario, medici ed infermieri, per garantire l’assistenza sanitaria, al momento restano escluse le strutture private

  • soggetti a maggior rischio di complicanze, ossia malati affetti da patologie croniche gravi

  • personale in grado di garantire gli aspetti di sicurezza del Paese (vigili del fuoco, polizia,protezione civile, etc)

  • personale che garantisce la continuità dei servizi essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, etc)

  • bambini e ragazzi dai 2 ai 27 anni: la scelta di questa fascia è giustificata dall’analisi delle statistiche di contagio di questi primi mesi, che vedono nell’intervallo di età indicato le persone più sensibili al virus

  • i soggetti affetti da malattie respiratorie dai 2 ai 65 anni

Gli altri 16 milioni di vaccini saranno indirizzati, a partire dal 31 gennaio, alla restante popolazione sana tra i 2 e i 27 anni.

Il vaccino prevede 2 dosi, sarà gratuito e raccomandato, ma non obbligatorio; non sarà possibile, almeno inizialmente l’acquisto in farmacia, ma verrà unicamente gestito dalle ASL e da altre strutture del Servizio Sanitario Nazionale. Il vaccino non potrà ovviamente garantire l’immunità al 100%. Da un punto di vista pratico il vaccino sarà reso disponibile al personale sanitario deputato alla somministrazione privo di bugiardino e multi dose, dieci dosi per confezione. Sarà un vaccino audiuvato con MS 59. Parallelamente si procederà alla vaccinazione relativa all’influenza stagionale 2009-2010. Si ipotizza anche un incremento del 20% dell'offerta attiva per la vaccinazione antinfluenzale stagionale classica estendendo tale offerta in maniera attiva su una popolazione più ampia rispetto alle categorie previste negli anni precedenti.

I sintomi - Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità la situazione "è seria". Il virus 'suino' è nuovo, del tipo A H1N1. Un virus che si trasmette da uomo ad uomo, sottolinea l'Oms che sostiene che un virus simile "non è mai stato rilevato finora nei maiali o negli uomini". I sintomi, ha spiegato il Ministro della Salute messicano Josè Angel Cordova sono: febbre oltre i 39 gradi che si presenta all'improvviso, tosse, mal di gola, mal di testa intenso, dolori muscolari e alle articolazioni, irritazione e arrossamento degli occhi, nausea, vomito e dissenteria, oltre a letargia e mancanza di appetito. La fascia di popolazione maggiormente colpita non è quella degli anziani o dei bambini, ma quella dei giovani adulti sani.

Chiusura scuole? – Ieri il ministro dell’Istruzione lo aveva escluso: le scuole non si chiudono, non ce n’è motivo. Sul fronte dell'influenza A, infatti. la situazione “è sotto controllo". A ribadire il concetto, oggi, è il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, che tuttavia ha sottolineato “che il governo valuterà se dovesse essere necessario, la possibilità di chiusura delle scuole“. In materia di scuola intervengono anche i virologi dell’Associazione italiana per la ricerca sui virus (Airv): “Gli istituti italiani dovrebbero pensare a stanze di isolamento e mascherine, mentre a poco servirebbe posticipare l’inizio dell’anno scolastico”.  Così Alessandro Ripalti, virologo dell’Azienda  ospedaliero-universitaria Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna e  presidente dell’Airv, in una nota stila la lista di regole  d’oro da seguire per evitare la diffusione del contagio fra i banchi  di scuola. Ecco le più  importanti:

  • Informazione: gli studenti e gli insegnanti dovrebbero essere  informati sulla natura dell’influenza, sui modi di trasmissione e  sulle pratiche di prevenzione dell’infezione.

  • Stare a casa se malati: studenti e insegnanti malati  dovrebbero rimanere a casa per un giorno in più dopo la remissione  dei sintomi influenzali, come la febbre, anche se stanno prendendo  farmaci antivirali. L’educazione degli  studenti malati dovrebbe continuare in casa, attraverso il telefono,  pacchetti di compiti mirati e lezioni in rete. Se qualsiasi membro della famiglia di uno studente si ammala di  influenza, proseguono, lo studente dovrebbe essere tenuto a casa per 5 giorni dal momento in cui si sono manifestati i sintomi.

  • Intervenire precocemente: si sospetta un caso di influenza, la persona colpita dovrebbe contattare un medico al più presto. Le  persone ad alto rischio (donne gravide, o persone affette da malattie  croniche come asma o diabete) dovrebbero assumere farmaci antivirali  al più presto per ridurre il rischio di malattia grave o prolungata.

  • Isolamento dei malati: e scuole  dovrebbero dotarsi di un piano d’intervento nel caso si manifestino  focolai d’infezione da influenza, prevedendo una stanza dove isolare  gli individui che stiano mostrando segni di malattia influenzale, in  attesa di essere accompagnati a casa. Dovrebbero anche avere un piano  di sostituzione del personale, soprattutto quello che occupi posti  chiave e l’eventuale personale sanitario. È raccomandato l’uso di  mascherine per studenti e docenti malati e per coloro che se ne  prendono cura.

  • Igiene: studenti e insegnanti dovrebbero praticare una buona  igiene personale anti-influenza, lavandosi spesso e accuratamente le  mani, e coprendosi naso e bocca in caso di starnuti o colpi di tosse,  possibilmente con fazzoletti di carta o, in mancanza d’altro, con la  manica del proprio indumento.

  • Pulizia: gli addetti alle pulizie della scuola  dovrebbero pulire di routine e con i detergenti usuali tutte le aree  che gli studenti e lo staff della scuola toccano spesso. Non è  necessario intervenire con prodotti speciali.

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