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Casa, contro Imu e Tares la cedolare secca: ecco quanto si risparmia sugli affitti

La nuova tassazione sarà una stangata contro i proprietari. Nel 2012 hanno snobbato la tassa secca al 21%, ma ora possono tenersi in tasca fino a 1.000 euro

Giulio Bucchi
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Il 2013 sarà l'anno della cedolare secca, l'unico modo per sfuggire (o provarci, almeno) alla tagliola delle tasse sulla casa, dall'Imu alla Tares, la nuova Tarsu. Teoria forse azzardata, visto che la tassa secca del 21% sugli affitti a canone libero (e del 19% su quelli a canone concordato), introdotta nel 2011 dal governo Monti, nel 2012 ha portato nelle casse dello Stato soltanto 1 miliardo sui 4 ipotizzati. Colpa, spiega il Sole 24 Ore, delle procedure d'adesione complicate e della mancata emersione degli affitti in nero. Ma ora le cose cambiano, perché sulla casa si pagheranno sempre più euro. Imu, Tares e... Irpef - L'anno scorso, infatti, per la maggioranza dei possessori di abitazioni date in locazione (che dichiarano in media un canone mensile poco superiore a 300 euro) i risparmi sarebbero stati relativi, tra poche decine e un paio di centinaia di euro. Ma con l'inasprimento delle tasse sulla casa la cedolare secca converrà anche ai contribuenti a basso reddito, che dovranno pagare l'Irpef sul 95% del canone libero (invece che sull'85%) e sul 66,5% di quello concordato (invece che sul 59,5%). Dall'1 gennaio 2013 è entrato però a regime il taglio delle deduzioni forfettarie dal 15 al 5% sulel locazioni ordinarie imposte dalla riforma Fornero sul mercato del lavoro. Misura conveniente, anche se esclude gli alloggi affittati a uso foresteria a banche e imprese, oltre che negozi e laboratori dati in locazione ai privati. Quanto si guadagna: affitti a 400 euro al mese - Un prospetto del Sole 24 Ore mostra nel dettaglio quanto conviene aderire alla cedolare secca. Un proprietario di appartamento in affitto  da 400 euro al mese e con reddito annuo fino a 15mila euro risparmierebbe 60 euro rispetto alla tassazione del 2012 (con deduzione al 15%) e il triplo, 180 euro, rispetto alla nuova tasszione (con deduzione al 5%). Risparmio che sale fino a 362 euro per chi ha reddito fino a 28mila euro, 864 euro per chi ha reddito fino a 55mila euro e oltre i mille euro per i più ricchi. Quanto si guadagna: affitti a 700 euro al mese - Più si sale per canone d'affitto e reddito del proprietario e più si risparmia. Anche qui, i proprietari con reddito sotto i 15mila euro che affittano a 700 euro al mese si tengono in tasca 315 euro, quelli fino a 28mila euro risparmiano 634 euro, fino a 55mila euro di reddito addirittura 1.751 euro. I proprietari con reddito oltre i 75mila euro, ultimo scaglione Irpef, hanno un risparmio secco che sfiora i 2.000 euro. Per la precisione 1.911 euro: 1.764 euro da pagare contro i 3.675 previsti dalla nuova tassazione e i 3.297 della vecchia tassazione. Quanto si guadagna: affitti a 1.000 euro al mese - Chi affitta a 1.000 euro al mese e dichiara un reddito fino a 15.000 euro aderendo alla cedolare al 21% risparmierebbe 450 euro, chi dichiara fino a 28mila euro pagherebbe 906 euro in meno, chi dichiara tra i 55mila e i 75mila euro addirittura 2.502 euro. Risparmi decisamente meno sensibili, come detto, per i contratti a canone concordato. Se si vuole aderire alla cedolare, però, occorre farlo ora perché chi registra un nuovo contratto secondo la tassazione ordinaria dovrà attendere la scadenza della prossima annualità contrattuale per poter cambiare.

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