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Il parroco: convivere è peggio che uccidere

Matteo Legnani
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Convivere è peggio che uccidere. Questa l'opinione del parroco di Cameri, don Tarcisio Vicario, che, con il bollettino consegnato durante la messa della domenica, ha fatto saltare dalla sedia non pochi parrocchiani. nella nota il prelato spiega che l'omicidio è un "peccato occasionale", che può essere cancellato con "un pentimento sincero". Diverso, invece, il caso di chi convive con un'altra persona, come anche di chi "si pone al di fuori del sacramento contraendo il matrimonio civile", perché secondo il parroco "vive in una infedeltà continuativa". Un'equiparazione, qualla tra convivenza e omicidio, "inaccettabile" per il vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla, che in una lettera pubblicata sul sito della diocesi chiede scusa ai fedeli dichiarando "una netta presa di distanza sia dai toni che dai contenuti del testo per una inaccettabile equiparazione, pur introdotta come  esempio, tra convivenze/situazioni irregolari e omicidio".  Un'esemplificazione che "anche se scritta tra parentesi - sottolinea il vescovo - risulta inopportuna e fuorviante e quindi errata.  Inopportuna e sbagliata nei modi, perché - spiega - semplifica una  realtà che è complessa, che tocca le coscienze di ognuno, le  sofferenze e le fatiche di moltissime famiglie. Inopportuna e errata  nei contenuti, perché dalle parole di quello scritto, non emerge il  volto di una Chiesa che è madre, anche quando vuole essere maestra di  vita". Per questo "chiediamo sinceramente scusa a tutti coloro che si  sono sentiti offesi dalle fuorvianti affermazioni del testo pubblicato sul bollettino parrocchiale di Cameri" conclude monsignor Brambilla.

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